Brexit, Rinaldi: “Draghi è diventato governatore della Banca d’Inghilterra? I problemi saranno i nostri"

21 giugno 2016 ore 17:15, Lucia Bigozzi
“Ma perché Draghi nel frattempo è diventato governatore della Banca d’Inghilterra? …”. Battuta sarcastica per dire che “i problemi, nel caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea saranno per i Paesi europei e in particolare quelli che adottano l’euro, non tanto dell’Inghilterra”. Non ha dubbi Antonio Maria Rinaldi, economista e docente di Finanza Aziendale all'Università Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara, che con Intelligonews analizza la vigilia del voto su Brexit. 

Alla vigilia del voto su Brexit, Draghi ha dichiarato: “Pronti a far fronte a tutte le urgenze”. Da economista cosa ci legge? 

"Ma perché Draghi nel frattempo è diventato governatore della Banca d’Inghilterra? … (sorride, ndr). Credo che i problemi, nel caso di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea siano, come giustamente si sta preoccupando Draghi, per i Paesi europei e in particolare quelli che adottano l’euro, non tanto l’Inghilterra".

Brexit, Rinaldi: “Draghi è diventato governatore della Banca d’Inghilterra? I problemi saranno i nostri'
Perché?

"Bisogna ricordare, per chi non lo sapesse o per chi è infatuato dalla stampa ‘addomesticata’, che i Paesi europei sono gli esportatori netti per 110 miliardi di euro nei confronti della Gran Bretagna. Questo vuol dire che in caso di uscita, chi ne ha un danno sono i Paesi europei e non già l’Inghilterra. Parliamoci chiaro: se qualcuno ha minacciato di mettere dazi non ha capito nulla perché mettere dazi su merci che uno esporta, significa darsi la zappa sui piedi. Nel caso, sarebbero gli inglesi a metterli, non il contrario ma questo fa parte del circo mediatico del pensiero unico orientato nella sola direzione di far restare l’Inghilterra nell’Ue solo perché tutti sanno che la maggiore penalizzazione sarebbe proprio per i Paesi che hanno l’euro". 

Quanto l'omicidio della parlamentare Cox sta influendo sul voto per l'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea? Può essere un elemento decisivo?

"Non sono uno psicologo e non ho capacità di quantificare in termini di consensi o meno, riguardo all’omicidio della povera deputata inglese: sicuramente avrà negli animi degli inglesi avrà determinato una situazione emotiva ma non sono in grado e penso anche che nessuno lo sia, di quantificare in maniera precisa l’effetto di questo delitto sul voto. So soltanto che è stata fatta, specie nelle ultime settimane, una fortissima pressione mediatica nei confronti dell’elettorato inglese per farlo restare nell’Ue".

Nell’intervista a Intelligonews, Blondet rileva che a fare la differenza saranno, come sempre accade, gli indecisi che per paura alla fine voteranno per lo status quo. Condivide? Sulla paura potrebbe pesare anche il pressing su pensioni e risparmi in banca esercitata sugli elettori inglesi?

"E’ necessario fare una precisazione. Anzitutto, questo referendum non è omologabile ad altre consultazioni referendarie, tantomeno altre tipologie elettorali. Quindi sarei molto, molto cauto sulle previsioni perché poi a posteriori si rivelano completamente sbagliato e lo abbiamo visto anche in Italia. Per quanto riguarda il pressing sulle pensioni, vale la considerazione opposta: mi sembra che sia proprio il fatto di restare in Europa a mettere a repentaglio pensioni e risparmi, vedi sempre il caso Italia e la questione Bail-in. Credo che questo tipo di argomentazione siano una sorta di boomerang, perché sventolare la paura delle pensioni o dei risparmi è come il bue che dice cornuto all’asino". 

David Beckham è sceso in campo non per giocare a calcio ma per schierarsi a favore dell’Inghilterra ancorata all’Ue: è una strategia elettorale? Cosa ne pensa?

"No, nessuna strategia. Per me è una questione di portafogli perché, come stiamo vedendo in questi giorni nelle manifestazioni europee, il fatto di uscire dall’Ue significherebbe avere altre situazioni; anche se va ricordato che l’Inghilterra è in Europa, non è che l’isola viene trascinata nell’Oceano Indiano o nell’Oceano Pacifico. Chiaramente, il fatto di non far parte dell’Ue potrebbe attivare dei meccanismi tali per cui le società sportive potrebbero trarne nocumento. Vorrei però ricordare che in tutti i dibattiti, si è sottovalutato un aspetto importante: lo spirito degli inglesi che hanno dimostrato nei secoli la loro indipendenza, sono isolani, hanno rapporti con tutto il mondo, quindi Ue o non Ue continueranno ad esistere e a dire la loro. Gli inglesi lo sanno e tutti i miei cari amici britannici hanno sempre detto: abbiamo vinto due guerre mondiali, adesso non è che con una firma su un trattato ci mettiamo sotto la Germania. Diciamocela fino in fondo: l’Europa ha fatto di tutto per suscitare malcontento in tutti i Paesi; loro invece hanno la capacità, la forza e soprattutto la democrazia per poter esprimere il parere dei cittadini; negli altri Paesi a cominciare dall’Italia, non è così". 


autore / Lucia Bigozzi
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