Il no comment di Padoan è la più eloquente delle risposte, noi lo abbiamo sempre saputo

21 luglio 2014, Gianfranco Librandi
di Gianfranco Librandi
Il no comment di Padoan è la più eloquente delle risposte, noi lo abbiamo sempre saputo
“L’impatto economico delle riforme istituzionali è estremamente rilevante e purtroppo spesso sottovalutato”. Questa è una dichiarazione rilasciata dal Ministro Padoan. Incomprensibile? Comica? Facciamo cinquanta e cinquanta e non ne parliamo più! E’ un mix di “politichese” e “stridere di unghie sul vetro”, appena sufficiente per non rispondere, ma di nessuna utilità per chi attende “dichiarazioni” concrete.
Quello che preoccupa di più è la risposta alla domanda sull’ipotesi di una nuova manovra correttiva, un laconico “no comment” che conferma nella maniera più assoluta una manovra in autunno e l’arrivo di nuove tasse. Nelle settimane scorse abbiamo analizzato i dati statistici che, tutti, sanciscono sicuramente una stagnazione dell’economia, ma noi prevediamo con matematica certezza un peggioramento della situazione (la matematica non è un’opinione). Invece per il titolare del dicastero dell’Economia non solamente la Matematica è un’opinione, ma nell’ardire di quadrare il cerchio ignora l’esistenza del “pi greco”. Si evince da un’altra mirabile dichiarazione del ministro che segnala il “ritardo” di un segnale di crescita. In concreto sta dicendoci che il Governo è in grado di operare solo a condizione che miracolosamente arrivi la crescita? Noi eravamo sicuri, ma insieme con noi i Mercantilisti, i Fisiocratici, gli Smithiani, i Marxisti, i Keynesiani … che sia lo Stato a stimolare la crescita e non il contrario! La situazione è talmente disperata, e noi ne stiamo scandendo l’incedere scrivendo solo la verità, che sono spariti tutti quelli che dovrebbero fornire risposte abbandonando il ministro Padoan a dover fornire scusanti talmente “originali” da rasentare il ridicolo, è il caso del virgolettato d’inizio di quest’articolo. Si è perso totalmente il senso delle cose. Basta osservare quello che ci circonda, l’abusivismo commerciale, lo sbando dei senza fissa dimora, la sporcizia e l’incuria, il disservizio, la disperazione della gente che non ha più lavoro … basta osservare tutto questo durante il giorno per non riuscire a comprendere “il perché” è più importante un Senato elettivo oppure no e quali e quanti Sindaci devono farne parte. Nel frattempo, la politica di aumentare tasse sta producendo danni all’erario che vanno oltre ogni pessimistica previsione. Gli ultimi dati a disposizione sono quelli del crollo dei consumi di carburante, causa la crisi ma anche l’aumento scellerato delle accise. I dati di giugno diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico, registrano per il mese un calo del 3% sullo stesso periodo del 2013, mentre il consuntivo dei primo semestre chiude con un calo del 2,2% che segue il -3,3% del 2013 e il -10,5% del 2012. In termini economici tutto questo corrisponde 227 milioni di euro in meno di entrate per lo Stato, se paragoniamo le difficoltà che si incontrano a recuperare “spiccioli” dall’IMU prima casa, lascia interdetti che il Ministro Padoan non sia minimamente preoccupato delle entrate certe che stanno scomparendo dalle disponibilità del suo ministero. Da un Governo che ignora le cose concrete col massimo e totale spregio della dignità umana del suo “elettore”, non sorprenderebbe un prelievo notturno dai conti correnti o l’aumento, fuori ogni logica comprensibile dalla Scienza Economica, di tasse.
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