Ue: Katainen dileggia l’Italia e in Italia tutti zitti

21 luglio 2014 ore 11:10, intelligo
Ue: Katainen dileggia l’Italia e in Italia tutti zitti
di Luca Lippi
Poche righe per presentarvi un “personaggio” emergente, un “carrierone” per dirla alla romana. Il suo nome è Jyrki Katainen, attuale neo Commissario per gli Affari economici e monetari dell’Ue pro tempore, e in procinto di sostituire il connazionale Olli Rehn. Il signore si permette di gettare il guanto in segno di spregio al governo italiano. L’ha fatto con Matteo Renzi rimproverando di smettere di chiedere maggiore flessibilità, e nella foga del discorso ha dileggiato anche i due governi precedenti (Letta e Monti). Non è più una questione esclusivamente politica; sollecitando in modo antidiplomatico e del tutto sconveniente tre presidenti del consiglio a “muovere le mani invece di parlare”, ha mancato di rispetto a una Nazione. Il fatto che possa avere ragione o avere torto passa in secondo piano. Dunque ci aspettiamo che chiunque ci rappresenti a qualunque titolo nel parlamento Europeo difenda la dignità dell’Italia! Noi potremo avere anche un figlio ebete in una classe di geni, ma questo non autorizza nessuno a dileggiarlo fuori il perimetro di casa nostra. Ci piacerebbe che un Onorevole di casa nostra sollevasse un polverone e pretendesse rispetto, offriamo lo spunto per farlo attraverso la Storia che ci consente di non fare più nulla per l’eternità tanto siamo avanti per cultura e rappresentatività. Basta scrivere un documento di poche righe con allegate le immagini delle monete sovrane dell’Italia e della Finlandia. Noi possiamo vantare in effige Montessori e Verdi, Galilei e Marconi, Bellini e Colombo, Machiavelli e Volta (Michelangelo Buonarroti), Bernini e Da Vinci, Caravaggio e Manzoni. La Finlandia in effige chi poteva mettere? Paavano Nurmi? Vaino Linna? Alvar Aalto? Jean Sibelius? Elias Lonnrot? Se far parte di questa Europa, significa dover ascoltare anche le rimostranze di chi ci dileggia allora è il momento di prendere in mano una sedia a scagliarla sul tavolo di un consesso di personaggi che vi siedono in rappresentanza del tutto inadeguata di Paesi inutili rappresentati inadeguatamente. A questo punto non è più solo una questione di convenienza economica, alle condizioni attuali tornare alla nostra sovranità monetaria sarebbe il rifiorire della nostra economia, ormai è diventata anche una questione di dignità!
autore / intelligo
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