Israele rade al suolo (con armi italiane?) l'ambulatorio pediatrico italiano di Gaza

21 luglio 2014 ore 13:05, Andrea De Angelis
L'esercito israeliano, nell'ambito della sua offensiva militare nella Striscia di Gaza, ha raso al suolo il Centro per l'infanzia di Um al Nasser "La Terra dei Bambini". Il centro per l'infanzia finanziato dalla Cooperazione italiana ospitava un asilo con 130 bambini e un ambulatorio pediatrico, oltre alla mensa comunitaria (inaugurata appena due mesi fa) che forniva pasti ai bambini poveri del villaggio e alle loro famiglie. Lo scorso 17 gennaio era stato visitato (vedi immagine) dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini.  
Israele rade al suolo (con armi italiane?) l'ambulatorio pediatrico italiano di Gaza
  La distruzione della struttura è stata confermata dalla ong "Vento di Terra", che gestisce il progetto nella Striscia di Gaza. Il presidente, Massimo Rossi, ha chiesto ora al Ministero degli Esteri Italiano, all'Unione Europea e alla Conferenza Episcopale Italiana, principali finanziatori del progetto, di "realizzare gli opportuni passi verso il Governo Israeliano perché renda conto di un’azione gravissima che coinvolge, oltre la comunità locale, direttamente il Ministero stesso, l’Unione Europea e la Cooperazione Italiana, che il progetto hanno finanziato e sostenuto in questi anni". Una Cooperazione Italiana che si scontra però oltre che con Israele anche con l'Italia stessa.  Secondo la XV Relazione Ue sul controllo delle attrezzature militari, l'Italia è infatti per distacco il più importante fornitore europeo di sistemi militari e armi leggere del governo di Tel Aviv: nel solo 2012 ne ha acquistate per 473 milioni di euro, su un totale di 613. La Germania, seconda, si ferma a 49 milioni. “L’Italia – denuncia la Rete Disarmo – sospenda immediatamente l’invio di armi e sistemi militari in Israele”. Anche perché tutto ciò avviene in aperto contrasto con la  legislazione relativa all’export di armamenti: la legge 185 del 1990 prevede, proprio al primo articolo, l’impossibilità di fornire armi a Paesi "in stato di conflitto armato o i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani".  I dati, si noterà, risalgono al 2012: oggi l'Italia non venderà di certo armi a Israele. Errato: è del 9 luglio 2014 l'invio dell’azienda Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica alla Forza aerea israeliana di due aerei addestratori M-346. I nuovi velivoli, nati per l’addestramento a caccia di nuova generazione, possono anche essere armati e utilizzati per bombardare.  
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