Ruffalo/Hulk conquista Giffoni: la sua vita di attore guarito

21 luglio 2015, Marta Moriconi
Ruffalo/Hulk conquista Giffoni: la sua vita di attore guarito
Ha 47enne Hulk, e in  "The Avengers", si diverte a svestire i panni di Marlon Brando e ha conquistato il Giffoni Film Festival, stupito dall'accoglienza degli italiani.

Il motivo è semplice, dice l'attore: "Da bambino sognavo di essere Hulk -dice-  E poi Marlon Brando e Jerry Lewis. Quando ero ragazzino mia nonna ci mandava a letto presto ma poi veniva da me e mi diceva se volevo andare a vedermi un film in televisione con lei. E così, mentre lei si fumava una sigaretta, una notte mi vidi "Un tram che si chiama Desiderio" e appena comparve Brando esclamai 'Io voglio essere come lui, voglio fare quel film!'. Ma anche Marcello Mastroianni è stato un mio eroe: fascino, seduzione, comicità ma anche quel po' di cattiveria, ha saputo esprimere tutti gli stati dell'essere umano".

Ha atteso che la limousine nera, segno che aveva passato il provino, fosse davanti casa sua non dormendo tutta la notte, e ha provato la felicità di recitare nella serie Marvel Ruffalo, che nel teatro ha mosso i suoi primi passi. 

E' anche un attore impegnato Mark, in "Spotlight", parlerà di pedofilia legata alla chiesa cattolica al fianco di Michael Keaton e Rachel McAdams.

E nelle sue interpretazioni ha fatto anche un omosessuale, in "The normal heart" era Lerry Kramer, uno scrittore omo famoso, e parla della sua idea sul tema così: "La sentenza della Corte Suprema che ha dato il via libera in Usa ai matrimoni gay è stata molto importante -dice- sono stato felice anche se ci siamo arrivati tardi. Quel giorno Larry Kramer mi ha detto 'non stiamo facendo abbastanza' ma poi si è raccolto in se stesso e ha pianto di gioia".

Mark Ruffalo poi non ha evitato domande sul suo tumore, vinto con tenacia e grande spirito: "E' vero, diversi anni fa ho avuto un problema con un tumore benigno al cervello che mi ha provocato una paralisi parziale del viso -ha raccontato Ruffalo - Quanta paura può avere un attore di non muovere più la faccia? Potete immaginarlo. Mi hanno aiutato mia moglie, i miei figli, avevo un figlio nato appena due settimane prima e mi sono dovuto operare. Ho anche pregato molto, non ero abituato a farlo. Ho avuto paura di tutto, di non essere più espressivo, mi dicevo che avrei potuto fare il regista, lo sceneggiatore ma probabilmente non avrei più recitato. Dopo l'operazione ho cominciato la riabilitazione, facevo tutti i giorni la terapia, è stata dura, facevo sedute continue di agopuntura e un giorno, mentre mi trovavo in macchina con mia moglie diretto allo studio del medico, ho sentito la palpebra che cominciava a muoversi. Allora ho urlato come un pazzo: 'Oh mio Dio, posso tornare a fare l'attore!!!".

E Ruffalo/Hulk con dolcezza e determinatezza ha conquistato il Festival e gli italiani.


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