Accadeva oggi 46 anni fa: Armstrong col piede sulla luna

21 luglio 2015, intelligo
Accadeva oggi 46 anni fa: Armstrong col piede sulla luna
di Anna Paratore 

Erano le 2.56 UTC del 21 luglio 1969 quando un uomo mise per la prima volta piede sulla Luna.  Quell’uomo si chiamava Neil Armstrong, ed era il comandante della missione spaziale Apollo 11. Subito dopo di lui toccò la superficie del satellite terrestre Buzz Aldrin. Entrambi gli astronauti aveva allunato 6 ore prima con il Modulo Lunare che si era sganciato dalla navicella spaziale Apollo rimasta in orbita lunare insieme al terzo degli astronauti della missione, Michael Collins.

Praticamente mezzo mondo vide in diretta tramite immagini granulose e offuscate, quegli uomini dentro ingombranti scafandri saltellare già dalla scaletta e imprimere per sempre le loro impronte sulla polvere lunare. “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”, sentenziò Armstrong in quel momento incredibile.  

Era vero, cominciava l’era dei viaggi spaziali che, ad esempio, hanno portato giorni fa la sonda New Horaizon nell’orbita del pianeta nano Plutone per fotografarlo e mostralo al mondo. La missione Apollo 11 è entrata di buon diritto nella storia e, dopo di essa, anche altre che le sono succedute e che hanno portato altri astronauti sulla superficie del nostro satellite. Eppure, già poco tempo dopo quell’evento che ha segnato tutto il secondo millennio, hanno cominciato a circolare strane voci, che volevano la missione Apollo 11 mai effettuata, descrivendola semplicemente come la più grande truffa di sempre ai danni di tutto il genere umano. 

Niente nello spazio, ma filmati ricostruiti in studi cinematografici appositamente approntanti in una delle più segrete e remote basi militari americane, con lo scopo, forse, di vincere la gara “verso le stelle” ingaggiata ormai da decenni con l’allora potentissima Unione Sovietica.

Le chiacchiere, col tempo, invece di sopirsi aumentarono, e diedero vita a una vera e propria teoria, la teoria del complotto lunare, detta in inglese Moon Hoax, "frottola della Luna".  Se ne parlò apertamente nel 1976 per via di un libro, Non siamo mai andati sulla luna, scritto da Bill Kaysing e Rendy Reid.  Per la verità, la teoria portata avanti dal libro che voleva la NASA non in grado negli anni ’60 di partorire una tecnologia capace di portare l’uomo sulla Luna, non poggiava su basi solide. Sì, Kaysing aveva lavorato a lungo per la Rocktdyne, azienda produttrice di motori a razzo, ma aveva terminato la sua collaborazione con loro nel ’63, sei anni prima della missione Apollo 11. 

Era perciò possibile che in quel periodo di tempo la NASA avesse colmato il gap che Kaysing denunciava. Addirittura Kaysing sostenne che a girare le scene dell’allunaggio era stato chiamato Stanley Kubrick vista la sua eccezionale performance per 2001 Odissea nello Spazio, e che il regista era stato costretto al silenzio ricattato per un coinvolgimento del fratello nel Partito Comunista Americano. In realtà, va subito detto che Kubrick non aveva fratelli, ma solo una sorella che non risulta abbia mai fatto politica in vita sua e che nessuno ha mai pensato del regista che fosse facilmente malleabile da poter essere costretto a una simile azione. 

Nonostante le macroscopiche sciocchezze scritte da Kaysing, il libro non passò sotto silenzio, e molti presero quelle spiegazioni per oro colato, dando per scontato che l’Apollo 11 non fosse mai arrivato sulla Luna, e che le scene degli astronauti che saltellano sul satellite fossero state girate alla Norton Air Force Base di San Bernandino. 

Da allora, le teorie del complotto si moltiplicarono, e furono moltissimi quelli che pensarono di portare osservazioni di diverso tipo per supportare le varie versioni. Le giustificazioni per tutta questa enorme messinscena erano anch’esse varie. Dalla necessità appunto di superare i progressi spaziali dell’Unione Sovietica, alla volontà della NASA di non perdere il mostruoso budget assegnatole e che all’epoca era di ben 30 miliardi di dollari, fino a uno strambo modo per distrarre gli americani dalla guerra in Vietnam. C’è anche una teoria che vuole tutta questa finzione legata al disastro dell’Apollo 1, da cui si dice che la NASA non riuscisse a riprendersi, tanto che in realtà la prima missione che allunò fu Apollo 14 o, addirittura, Apollo 15.

In realtà, malgrado alcune foto e riprese dell’epoca siano state molto contestate dai sostenitori del complotto, è davvero difficile credere che Apollo 11 non allunò. Prima di tutto perché alla preparazione della missione parteciparono oltre 400.000 persone, e immaginare che sia stato possibile controllare la maggior parte di loro perché tacessero sulla realtà, è praticamente impossibile. Poi perché nel corso degli anni decine di scienziati hanno demolito le varie prove di complotto e anche perché prima una sonda giapponese, la Selene lanciata nel 2007 e poi una sonda indiana, la Chandrayann 1 lanciata un anno dopo, hanno fotografato sulla superficie lunare i resti e le impronte di quella prima fantastica stagione di scoperte.

A ben vedere, quando l’uomo è andato sulla Luna, in un certo senso ne ha distrutto buona parte dell’alone romantico che avvolgeva il satellite terrestre. Dunque, ora, non ci si distrugga almeno il mito della conquista. Lasciateci qualcosa su cui sognare.


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