Marò, l'iniziativa della Farnesina: Latorre resti in Italia e Girone ritorni

21 luglio 2015, Americo Mascarucci
Marò, l'iniziativa della Farnesina: Latorre resti in Italia e Girone ritorni
Massimiliano Latorre resti in Italia e Salvatore Girone vi faccia ritorno fino alla conclusione del procedimento in corso. E’ la richiesta avanzata dall’Italia al Tribunale internazionale del Diritto del mare di Amburgo con aggiunta anche la richiesta di sospensione della giurisdizione a carico dei marò in India. 

Lo riferisce la Farnesina. I due fucilieri del battaglione S.Marco sono sotto accusa dalla fine del 2011 quando furono arrestati in India con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiandoli per pirati. Mentre Latorre per ragioni di salute è potuto rientrare in Italia, Girone è tuttora trattenuto in India. Come si ricorderà la vicenda dei marò si legò indissolubilmente alla situazione politica indiana e allo scontro in atto fra Sonia Gandhi, la leader del Partito del Congresso che ha dominato il Paese fino a poco tempo fa e l’opposizione di destra che poi ha vinto le elezioni. La Gandhi fu accusata dagli avversari di simpatizzare per i due fucilieri in virtù delle sue origini italiane, accusa falsa e priva di fondamento dal momento che nessun favoritismo è stato mai concesso ai marò, un’accusa che tuttavia ha sicuramente contribuito alla sconfitta elettorale del “clan Ghandi”. L’Italia dunque tenta ora di giocare una nuova carta per riportare finalmente in Italia, oltre a Latorre che gli indiani vogliono torni al più presto in India per essere processato, anche Girone. 

La Farnesina ha spiegato che “come previsto dalla procedura arbitrale avviata il 26 giugno scorso, nel contesto e fino alla conclusione del procedimento arbitrale, il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre possa restare in Italia, il fuciliere di Marina, Salvatore Girone possa farvi rientro e vengano sospese le procedure della giurisdizione a carico dei fucilieri in India. 
L'iniziativa odierna - prosegue il testo - è dettata dalla necessità di tutelare i diritti di Latorre e Girone e dell'italia durante lo svolgimento del procedimento arbitrale avviato il 26 giugno”. 

Come da prassi, il percorso che porterà il tribunale di Amburgo ad esprimersi sulle istanze italiane dovrebbe completarsi entro alcune settimane.

Riuscirà l’Italia a veder riconosciuto questo diritto? La speranza c’è così come anche le concrete possibilità di ottenere ascolto ad Amburgo. 

La vicenda dei marò si sta trascinando ormai da troppo tempo e, al di là di qualche sconsiderata posizione ideologica dettata più da pregiudizi che altro, posizioni comunque isolate, tutta l’Italia ha preso a cuore la questione anche come motivo di orgoglio nazionale. 

Eh sì, perché in questa storia è in gioco non soltanto il destino di due persone ma anche e soprattutto l’onore dell’Italia e il diritto a non essere oltremodo presa in giro dai metodi davvero sconcertanti della giurisdizione indiana.



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