Caso Crocetta, sorpresa: Orlando riabilita Sciascia sui professionisti dell’antimafia

21 luglio 2015, Americo Mascarucci
Caso Crocetta, sorpresa: Orlando riabilita Sciascia sui professionisti dell’antimafia
Leoluca Orlando ha riabilitato Leonardo Sciascia. Ma è uno scherzo? No, è vero, il sindaco di Palermo in questa calda e afosa estate 2015 ci fa sapere che lo scrittore di Racalmuto aveva ragione nel criticare i “professionisti dell’antimafia”. 

A chi gli fa notare che Sciascia in quella categoria comprendeva oltre a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino anche lui, Orlando risponde che “si è vero, Sciascia sbagliava persone, ma che aveva ragione nella denuncia”. Ma come, l’autore de “Il Giorno della Civetta” non fu accusato proprio da Orlando e company di essere “accondiscendente” con Cosa Nostra perché aveva osato criticare quanti in nome della lotta alla mafia si costruivano carriere in ambito politico e giudiziario? E oggi il sindaco di Palermo racconta un’altra storia, che Sciascia in fondo aveva capito tutto prima degli altri? 

Eh sì, tutto questo nel bel mezzo della bufera che ha investito il Governatore Rosario Crocetta con la storia dell’intercettazione pubblicata da L’Espresso ma non confermata dalla Procura di Palermo e non inclusa nei fascicoli d’indagine, in cui il chirurgo di fiducia di Crocetta sosterrebbe che “Lucia Borsellino meriterebbe di essere fatta fuori come suo padre”. Pesano e molto le accuse lanciate da Manfredi Borsellino alle istituzioni, colpevoli di aver costretto la sorella Lucia, da assessore alla sanità della Giunta siciliana ad affrontare un “calvario” per difendere principi di legalità ed opporsi a certi sistemi. 

Insomma, accuse e veleni che hanno spinto Orlando a prendere questa decisione inaspettata, riabilitare Sciascia e rottamare definitivamente la stagione dell’antimafia. Il sindaco spiega che oggi non c’è più bisogno dell’antimafia nel momento in cui la mafia si è “Camorrizzata”. Prima, Cosa Nostra si identificava in Sicilia con il governo e le istituzioni ed era dunque verticale; a quel punto era dunque necessaria l’azione dell’antimafia. Oggi invece, è sempre Orlando a parlare, la mafia è diventata orizzontale e quindi tocca alla gente combatterla come avviene in Campania con la camorra. Chi oggi continua a ritagliarsi l’immagine di “eroe antimafia” dunque lo farebbe soltanto per costruirsi facili carriere, proprio come sosteneva Sciascia riferendosi anche ad Orlando. 

In realtà lo scrittore era allergico alle “leggi d’emergenza” contro il pentitismo e tutte le misure introdotte in deroga allo stato di diritto; era contrario quando servivano a combattere le Brigate Rosse (e per questo fu protagonista di duri scontri con il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa), fu contrario quando servirono a combattere la mafia, polemizzando con la super-Procura di Caponnetto, Falcone e Borsellino e contro i politici come Orlando che teorizzavano “il sospetto come anticamera della verità” anche quando i sospetti non erano avvalorati dalle prove. 

La presa di posizione di Orlando è stata accolta con sarcasmo soprattutto dai Radicali (Massimo Bordin nella rassegna stampa quotidiana ha ironizzato sulla riabilitazione di Sciascia). Il partito di Marco Pannella, infatti, accolse lo scrittore fra le sue fila dopo la rottura fra questo e il Partito Comunista italiano, difendendo e rilanciando le sue battaglie in difesa del garantismo.  Chissà come commenterebbe Sciascia questa presa di posizione del suo “acerrimo avversario” se potesse scrivere un articolo dall’aldilà? Vuoi vedere che, paradosso per paradosso, rischierebbe di ritrovarsi lui nel campo dei “professionisti dell’antimafia?”.

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