Moretti senza freni tra outing e j’accuse (Renzi compreso)

21 luglio 2015, intelligo
Moretti senza freni tra outing e j’accuse (Renzi compreso)
Ha aspettato che la delusione si sedimentasse, che fosse metabolizzata. Poi ha deciso di levarsi i famosi sassolini dalle scarpe. Protagonista: Alessandra Moretti, ex parlamentare ed ex europarlamentare che si è buttata ‘anima e core’ nella sfida elettorale nella sua regione, il Veneto, contro il ‘gigante’ Zaia e proprio per questo ha rinunciato all’incarico a Strasburgo. 

L’occasione giusta, come è nello stile dell’esponente Pd, è pubblica: e infatti i sassolini dalla scarpa se li è levati davanti alla platea di militanti dem alla festa del Pd nel quartiere Saval di Verona. 

Alessandra Moretti ha dichiarato subito le sue intenzioni, come scrive il Corsera: “Stasera voglio togliermi qualche sassolino dalle scarpe…”. Il primo è quello della sconfitta, mai così cocente forse anche perché tanto netta rispetto all’avversario politico. Ma ne ha anche per il governo Renzi “punito severamente dai nostri elettori” con in più quello che la Moretti considera un errore di valutazione durante la campagna elettorale; ovvero una eccessiva identificazione con l’esecutivo e l’inquilino di Palazzo Chigi, soprattutto in una regione come la sua, dove il pragmatismo dei veneti e una certa tensione all’autonomismo hanno radici profonde. 

“Il mio errore è stato voler far passare il messaggio che ci fosse un forte collegamento tra la mia candidatura e il governo nazionale. Questo è stato profondamente sbagliato, perché il Veneto è geloso della sua autonomia e vuole conservare una contrapposizione rispetto al governo nazionale”.

La battagliera esponente dem non tira in ballo direttamente il premier ma il governo che presiede sì, e lo fa quando critica l’aver messo “in piedi non una ma quattro riforme alla vigilia del voto ci ha penalizzato”. Chiaro il riferimento al mondo della scuola, fortemente critico anche a sinistra sulla riforma targata Renzi-Giannini, e al muro contro muro di Palazzo Chigi coi sindacati. 

Ma l’affondo forse più veemente lo ha riservato rispondendo a chi le chiedeva di commentare la strategia della campagna elettorale partita con la famosa intervista LadyLike al Corriere.it per la quale la Rete non l’ha perdonata: “Possiamo dire che siamo un popolo di ipocriti? Non ho mai visto una simile cattiveria mista a misoginia come quella nei miei confronti in quell’occasione. Ma quante stupidaggini escono dalla bocca degli uomini che fanno politica? E perché se io dico una cosa, il cui messaggio per altro rivendico, devo essere massacrata?”. 

In realtà ciò che non ha funzionato, secondo la Moretti, è stato il tentativo di volerne modificare l’immagine, a cominciare dal modo di vestire: “La mia campagna elettorale è stata completamente sbagliata – ha detto Moretti – non mi hanno fatto quasi mai andare in televisione dicendo che ero sovraesposta, proprio mentre Zaia era su ogni canale. Mi sono dovuta vestire con un look castigato, da ferrotranviere. In definitiva, hanno cercato di dare un’immagine di me che non era credibile, quella non ero io”. 

Ora: se si pensa – come scrive il Corsera – che l’agenzia in questione aveva in passato seguito Renzi in persona, viene un dubbio, un sospetto…

Intanto Alessandra Moretti è pronta per la fase 2: opposizione dura e pura a Zaia, ripartendo dal Veneto. 



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