Suspence mercati per banche centrali: crescita frena e Borse si fermano

21 luglio 2016 ore 0:12, Luca Lippi
Dopo la scossa invero limitata, del dopo Brexit, i mercati sono sostanzialmente in finestra. La volatilità resta elevata e ieri i listini si sono mossi in lieve ribasso. 
Il Ftse Mib di Milano ricuce parte delle perdite e chiude in calo dello 0,53%, con Fca debole dopo le notizie su una possibile indagine Usa sui dati delle immatricolazioni. In sofferenza le banche, con Mps particolarmente colpita dalle vendite, mentre la Corte Ue ha confermato la validità del bail-in applicato agli istituti sloveni. 
Si segnala anche la maxi-multa da quasi 3 miliardi al cartello dei camion da parte della Ue: coinvolta per quasi mezzo miliardo anche la Iveco del gruppo Cnh. 
Istanbul, che subito dopo il golpe ha perso il 7%, tratta volatile e arretra alla fine dell'1%, dopo che la Banca centrale ha tagliato di 25 punti base il tasso overnight all'8,75%. Incerte le altre Borse europee: Francoforte cede lo 0,81%, Londra tiene a +0,03% e Parigilima lo 0,63%. Wall Street si accoda all'incertezza europea e - dopo aver macinato record nei giorni scorsi - procede contrastata: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones è poco sopra la parità, lo S&P500 lima lo 0,2% in linea con il Nasdaq.

Suspence mercati per banche centrali: crescita frena e Borse si fermano

C’è una strana stasi anche sul mercato dei beni rifugio, in buona sostanza gli operatori non trovano spazi per speculare e sono fermi.
Purtroppo la finanza ha drogato i mercati con le continue manovre di stimolo monetario, e quindi alle prime difficoltà gli operatori npigramente si rivolgono alle banche centrale quasi a chiedere ulteriori stimoli per forzare la crescita economica. Tuttavia il rischio di creare bolle speculative è troppo elevato e su questo i banchieri centrali focalizzano la massima attenzione.
I dati macro segnalano il crollo dell'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche a luglio, prima rilevazione post-Brexit. Il dato si è attestato a -6,8 punti dai 19,2 precedenti. L'indice viene stilato tramite un sondaggio condotto presso 350 esperti. L'inflazione del Regno Unito è salita dello 0,2% mensile a giugno e dello 0,5% annuo. L'indagine sulla concessione del credito di Bankitalia/Bce certifica che i criteri sono rimasti stabili nel corso del secondo trimestre e si attende una dinamica simile anche nel terzo; la domanda di prestiti da imprese e famiglie è intanto lievemente aumentata. Il ministro dell'Economia, Padoan, presenzia l'annuncio dei rapporti dell'Ocse e del Mef sull'amministrazione fiscale italiana, mentre il Fondo aggiorna le stime contenute nell'outlook sull'economia globale. 
Negli Usa si segnalano il +4,8% dei nuovi cantieri a giugno, oltre le stime, e il +1,5% dei permessi edilizi, sotto le attese. Bene la trimestrale di Goldman Sachs.
Tengono i mercati asiatici che non risentono né del Brexit né della situazione politica turca, tuttavia rimangono impermeabili alle incursioni economiche occidentali, probabilmente attendono un posizionamento del mercato dei cambi più conveniente.

autore / Luca Lippi
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