Pensione tra bonus per i precoci e flessibilità monta la polemica assegni

21 luglio 2016 ore 14:11, Luca Lippi
In discussione sul tavolo della Commissione lavoro la questione cosiddetta pensione precoci. In sostanza si sono create due linee di discussione, una composta con le proposte del governo e l’altra composta delle obiezioni delle parte sociali che insistono per differenziare le tipologie di lavoro (per esempio la questione dei lavori usuranti).
Per chiarire, il Presidente della Commissione lavoro alla Camera dei Deputati Cesare Damiano propone l’Ape (assegno pensionistico anticipato), e un bonus contributivo per i precoci. Di contro la Camusso insiste sulla flessibilità in uscita che scinda la storia lavorativa di un carpentiere da quella di un impiegato in ufficio. In ogni caso, quello che Damiano chiede è di arrivare a una definizione entro il mese.

Pensione tra bonus per i precoci e flessibilità monta la polemica assegni

Il problema di fondo dei lavoratori precoci è che pur avendo iniziato a lavorare a 14/15 anni non sono stati subito messi in regola con i contributi, dunque il bonus a loro servirebbe poco. 
Il bonus consisterebbe in un provvedimento contributivo di 4/6 mesi per ogni anno lavorato prima della maggiore età, alcuni precoci si dicono anche entusiasti dell’idea, sempre se non dovesse passare quota 41, almeno sarebbe pur sempre un riconoscimento della loro situazione. Altri invece non sono assolutamente favorevoli e puntano ad ottenere unicamente la quota 41 per tutti, senza scendere a compromessi.
Damiano vuole dirimere in tempi brevi la questione per potere andare avanti ed evitare di sovrapporsi all’agenda del governo nella quale ci sono scadenze assai importanti. Nello specifico dice: “E’ giusto porsi il problema dei contenuti e dei tempi di conclusione di questo confronto. Entro la fine del mese di luglio sarebbe giusto tirare le fila se si vuole, a settembre, arrivare a un accordo da inserire nella legge di Bilancio di fine anno. Altrimenti c’è il rischio di sovrapporsi con il Referendum sulla Costituzione: a quel punto il tavolo non sarebbe più in grado di produrre alcun risultato. Un errore da non commettere. Per quanto riguarda i contenuti dobbiamo correggere la legge Fornero dando più flessibilità al sistema previdenziale e concludendo definitivamente, con l’ottava salvaguardia, il tema degli esodati e, per quanto riguarda il lavoro, rendendo strutturali gli incentivi al contratto a tutele crescenti e ridimensionando significativamente l’uso dei voucher”.

autore / Luca Lippi
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