Renzi manda messaggi da Pozzuoli a De Magistris e ai ricercatori: "I soldi ve li ho dati"

21 luglio 2016 ore 15:45, Lucia Bigozzi
La ruggine tra il premier e il sindaco resta intatta. Lo si capisce dalla battuta che Renzi dice a chi gli chiede quando incontrerà De Magistris. Risposta in napoletano: “Nunn ‘o saccio!”. Quanto basta per capire che tra i due, dopo lo scontro sui Bagnoli (ultimo tema di una serie di botta e risposta al veleno) l’aria è pesante. 

Renzi manda messaggi da Pozzuoli a De Magistris e ai ricercatori: 'I soldi ve li ho dati'
Di più: c’è chi nota perfino la s di Renzi, una al posto delle due che la frase prevede e che in napoletano ha un altro significato, ovvero “non lo conosco”; insomma un po’ come accadde con Stefano Fassina, alias: Fassina chi? Da parte sua, De Magistris dimostra di non mollare, e la sua assenza dagli incontri istituzionali che hanno impegnato il presidente del Consiglio in Campania, si è notata forse più che se fosse stato presente
. De Magistris non va al Tigem, ovvero il Telethon Institute of Genetics and Medicine con sede a Pozzuoli e lancia così un chiaro segnale di sfida. Una sfida che prosegue. Per il resto, Renzi è stato accolto dal governatore Vincenzo De Luca, dal prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone, dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliola, dal presidente Fondazione Telethon Luca Cordero di Montezemolo e dal rettore della Federico Secondo Gaetano Manfredi. Un breve fuoriprogramma prima, all’Accademia Aeronautica pochi chilometri distante. Renzi usa una narrazione ottimista quando dice che “Napoli è capitale del futuro a condizione che ci creda e ci credano gli abitanti di questo territorio, e l’investimento che facciamo su Bagnoli ha come obiettivo fare di questi luoghi terra di richiamo internazionale”. Da Napoli all’Italia: il presidente del Consiglio sottolinea che il Paese “può individuare un modello di sviluppo e qualità della vita che l’hanno fatta grande”; non solo ma può essere “protagonista per un’Europa migliore”. 

Poi la chiosa incentrata sul “pensare positivo”: “Il futuro è considerato una minaccia e abbiamo buoni motivi per essere preoccupati Il futuro sembra una minaccia, ma l’Italia può tornare ad abitare il futuro”. Infine Renzi tocca un altro tasto sul quale punta molto: la ricerca scientifica e l’innovazione. Anche in questo settore, afferma rivolgendosi agli studiosi del Tigem, “il vento è cambiato. I soldi ci sono, spendeteli bene, ne va del futuro del nostro Paese”. Quindi rilancia l’azione del governo: “I soldi per la ricerca li abbiamo già messi, ora si tratta di spenderli bene. Il punto è spendere i soldi in modo da non ingrossare le clientele”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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