Estate "pungente": come curare le punture di api, vespe e calabroni. E capire se è allergia

21 luglio 2016 ore 16:54, intelligo
La notizia è di quelle "pungenti": 9 italiani su 10 vengono punti da un'ape, una vespa o un calabrone e fino all'8% può sviluppare una reazione allergica, spesso senza sapere quali possano essere le conseguenze. 
Ma come difendersi? 

Ci pensa la campagna d'informazione 'Punto nel vivo', patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus - Federazione italiana pazienti (www.federasmaeallergie.org) e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-Abellò. 

"La nostra associazione ritiene importante informare la popolazione sulle reazioni allergiche al veleno da punture di imenotteri - dichiara Sandra Frateiacci, presidente dell'Associazione laziale asma e malattie allergiche ripresa dall'AdknKronos - Punto nel Vivo rappresenta una grande occasione per accendere un riflettore su un tema di grande attualità, soprattutto nella stagione estiva quando si è più spesso all'aria aperta. La nostra speranza è che la distribuzione del materiale informativo della campagna, sia nei centri di allergologia sia nei pronto soccorso, e le informazioni fornite costantemente dalla pagina Facebook di Punto nel vivo, possano aiutare le persone a distinguere le reazioni normali da quelle allergiche, e spingerle, seguendo i consigli degli esperti, per prima cosa a rivolgersi allo specialista
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allergologo per una corretta e tempestiva diagnosi". 
Riporta la nota: "Dopo una puntura possono manifestarsi reazioni locali importanti, con pomfi in sede di puntura superiori al diametro del palmo della mano, casi più rari di shock anafilattico, fino all'evento eccezionale del decesso (non meno di 10 casi all'anno accertati in Italia)".
Ecco i più attaccati: in primis gli apicultori, attività molto diffusa nel Lazio, che con tutta evidenza hanno un rischio, classificabile come professionale, che li porta a registrare fino al 32% delle reazioni sistemiche. Mentre un discorso diverso va fatto per gli anziani che diventano allergici agli imenotteri, il cui problema consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari. 

Sula pagina Facebook potete cogliere le informazioni semplici e pratiche che distinguere una reazione normale da una reazione allergica, e fare le vostre valutazioni. 
Non fate tropo da soli, rivolgetevi anche uno specialista allergologo che, se necessario, praticherà una desensibilizzazione con l'immunoterapia allergene specifica. Questo capitolo lo apriamo un'altra volta.
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