Scajola sapeva che Biagi era in pericolo di vita

21 maggio 2014 ore 9:52, Andrea De Angelis
«A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull'articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte! Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale! Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza».
Scajola sapeva che Biagi era in pericolo di vita

Così Claudio Scajola parlava di Marco Biagi a pochi mesi dalla morte. Parole che lo portarono a lasciare il Viminale dopo poche ore.

Da allora l'ex Ministro dell'Interno ha sempre dichiarato di non essere mai stato a conoscenza del pericolo corso dal giuslavorista, cercando in questo modo, battuta infelice a parte, di scrollarsi di dosso ogni responsabilità.

Scajola sapeva che Biagi era in pericolo di vita
Tra le centinaia di carte trovate in questi giorni dalla Guardia di Finanza nell'archivio di Claudio Scajola, affidato al suo segretario Luciano Zocchi e a uno 007 del servizio segreto militare, ci sono però anche degli scritti che svelerebbero un ruolo dell'ex ministro molto diverso rispetto a quello finora emerso nelle indagini sulla mancata scorta al professor Marco Biagi. Ecco quanto riporta oggi il Corriere della Sera:
"Nel fascicolo trasmesso dalla Procura di Roma ai colleghi di Bologna ci sarebbe infatti la lettera di un politico vicino allo stesso Biagi, spedita al Viminale pochi giorni prima dell'attentato delle Brigate Rosse del 19 marzo 2002 per caldeggiare l'assegnazione del dispositivo di protezione evidenziando la serietà della minaccia. La missiva risulterebbe 'vistata' da Scajola, che invece ha sempre sostenuto di non essere mai stato informato del reale pericolo per il giuslavorista"
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