Russo (Pd): “Grillo moderato da Vespa, sovversivo nella realtà. Casaleggio un lucido folle"

21 maggio 2014 ore 13:35, Lucia Bigozzi
Russo (Pd): “Grillo moderato da Vespa, sovversivo nella realtà. Casaleggio un lucido folle'
“Grillo è l’abile megafono della proposta politica di un lucido folle come Casaleggio”. Netto il commento di Francesco Russo, senatore dem, alla versione moderata del leader d 5Stelle. Nella conversazione con Intelligonews spiega perché condivide gli appelli di Napolitano e Boldrini contro i populismi e “sale” sull’altalena dello spread…
Boldrini come Napolitano: appello al voto e allarme contro i populismi. Le chiedo: il riferimento ai populismi è un’entrata a gamba tesa nelle posizioni delle forze politiche, tutte legittime comprese quelle che incarnano i cosiddetti populismi? «Credo sia un fatto normale. Se populista è chi sa solo urlare e avanzare una proposta tesa a smontare l’Europa che con fatica i nostri padri hanno costruito garantendo sviluppo economico, coesione sociale e pace, credo sia compito di tutti denunciarlo. Chi gioca con il fuoco minacciando che si possa uscire dall’euro, cancellare l’Europa senza dimenticare che il Novecento ha prodotto i guasti che conosciamo, è legittimo che le più alte cariche dello Stato mettano in guardia da quel rischio». Il riferimento a Grillo e Salvini mi pare scontato. «Apprezzo la dialettica politica, anche feroce, ma mi dispiace vedere che alcuni dimenticano o fingono di dimenticare le più assolute evidenze storiche ed economiche. Economiche perché uscire dall’euro produrrebbe in 24 ore una svalutazione del 40 per cento dei risparmi degli italiani e dei mutui che tutti noi stiamo pagando; storico perché l’idea di un’Italia isolata, staccata dall’euro – e lo dico io che vivo a Trieste, in un territorio di confine che ha visto da vicino i peggiori orrori delle due guerre mondiali – significa riportare i cittadini ad un passato che non deve tornare mai più». Lei ci crede al “moderatismo” di Grillo in versione Porta a Porta? «Non c’è nulla di moderato nella politica di Grillo che considero la proposta politica di un lucido folle come Casaleggio che usa Grillo come abile megafono. Grillo è abile a cercare i voti dei moderati da Vespa ma il suo disegno è sovversivo; muove dall’idea di una società che non cambia gradualmente le cose che non vanno e dove si immagina che un caos creativo possa sostituire le istituzioni faticosamente costruite dall’impegno degli italiani e sul dolore di una guerra. Mi pare – ahimè - che alcuni atteggiamenti di Grillo e i suoi epigoni in giro per l’Europa ci riportino a un clima di inizio Novecento che sappiamo tutti quali mostri ha prodotto». Mai come in questa tornata elettorale i toni stanno salendo: Berlusconi dà dell’assassino a Grillo, Grillo parla di lupara bianca contro Renzi e il sistema; il premier replica. I tre leader si stanno inseguendo? Non le sembra che il segno sia stato superato? «Sono convinto che si sia superato il segno e credo che la differenza rispetto ad altre campagne elettorali dove i toni si alzavano sulle diverse modalità di immaginare l’azione politica e le scelte conseguenti, stia nel fatto che orami è come se fosse un referendum tra tre persone e in questo, mi permetta di dire che una qualche responsabilità ce l’hanno anche i media e una tendenza alla semplificazione. Credo che il Pd abbia una marcia in più rispetto a Fi e M5S: oltre ad un premier forte ed efficace e per questo bersagliato dagli avversari, noi siamo un partito diffuso che fa la sua azione in maniera democratica mettendo nelle proprie liste una serie di personalità competenti. Ricordo non a caso che in Europa non andranno né Renzi, né Berlusconi né Grillo. E vorrei che gli italiani si facessero furbi». In che senso? «La Germania da 25 anni ha lo stesso nucleo di parlamentari, ha messo alti funzionari in posti chiave per contare di più. Noi con tutto il rispetto per le singole persone, abbiamo mandato in Europa Iva Zanicchi ed Enrico Montesano. Il Pd ha fatto una scelta diversa puntando su persone competenti in grado di discutere alla pari con gli altri». Lo spread torna a salire: è un caso che coincida con momenti importanti come quelli di un appuntamento elettorale? Alla fine solo Monti era riuscito a mettere le briglie allo spread o no? «Credo sia l’ennesima riprova di qualcosa che gli italiani hanno ben chiaro. Ci sono due elementi che pesano nell’altalena dello spread: una debolezza complessiva dell’economia italiana e in particolare la forte esposizione del debito pubblico e il fatto che abbiamo un sistema politico fragile. E’ chiaro che in questi giorni i mercati guardano all’Italia con preoccupazione, anche perché il M5S che in questo anno non ha fatto nulla, secondo alcuni rischia di arrivare secondo come la Le Pen in Francia o il partito anti-europeista in Gran Bretagna: e questi sono segnali che spaventano i mercati». Non ci sarà, invece, lo zampino di qualche lobby o cotè d’affari internazionale? «Non sono un complottista; sono uno che vorrebbe riformare in profondità il capitalismo finanziario ma non credo che da qualche parte ci sia una cupola che decide la variazione dello spread. Credo che i mercati – che devono massimizzare l’obiettivo del profitto – quando vedono un paese in difficoltà cercando di andarci sopra».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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