-15: conto alla rovescia per la Grecia. Anche l'Ue in un vicolo cieco

21 maggio 2015, Luca Lippi
-15: conto alla rovescia per la Grecia. Anche l'Ue in un vicolo cieco
La Grecia ha finito i soldi, e questa non è una novità, Tsipras avrebbe dichiarato all’eurogruppo il 16 maggio scorso che nelle casse greche c’è liquidità per sole due settimane, quindi alla fine del mese i greci, secondo le dichiarazioni del premier ellenico, sono “all’ammazza caffè”

Il nodo è di dover pagare pensioni e stipendi alla fine del mese, e quindi o si trova un accordo con i creditori, oppure … si trova un accordo con i creditori. 

Oggi a Riga Tsipras incontra la Merkel e i leader dell’UE; è già noto che il premier greco metterà sul tavolo la richiesta di rispettare le sue richieste e di rivedere anche il debito e la sua “reale consistenza”. Ormai è una partita di poker, Tsipras ha chiare le condizioni e sa benissimo che non sono trattabili a tutela dell’attendibilità del suo mandato (nessun taglio a stipendi e pensioni e tra gli obiettivi principali c’è la ristrutturazione del debito greco), ma sono punti ben lontani dal piano Junker che ha pronto un accordo che o si accetta o si rifiuta. Junker promette 5 miliardi di aiuti per il mese di giugno, e il rinvio all’autunno dell’austerity; tuttavia chiede una tassa sulla casa e il taglio delle pensioni (sempre lo stesso “brogliaccio” per tutti!). 

Inoltre pretende l’aumento dell’IVA al 18% per i pagamenti in contanti (piccole concessioni per un popolo che in banca non entra più neanche per concedersi un filo di aria condizionata). Nei fatti, oggi e domani a Riga le chiacchiere staranno "a zero", non c’è più tempo bisogna siglare il patto, ogni notizia arriverà a Borse chiuse e la presentazione “del bambino reale” sarà per martedì giacché in Grecia lunedì è giorno festivo. Interviene sull’argomento anche Bundesbank che in un comunicato ufficiale, dove ammonisce che per evitare il default della grecia, l’unica soluzione è la sottoscrizione punto per punto del piano Juncker. 

Anche lo spagnolo Luis de Guindos consiglia Tsipras di accettare il piano. Peccato che la corrente ortodossa di Syriza prema per la rottura di ogni trattativa con i creditori: “L’unica via è rompere con i creditori, sospendere i rimborsi e adottare le misure necessarie per evitare il default economico, inoltre nazionalizzare le banche e tassare il capitale e sostenere la Grecia staccarsi dall’Euro”. E’ la prima volta che il partito del premier si spacca. Ora non rimane che attendere martedì prossimo, la Grecia non ha scelta e neanche l’Europa. 

L'unica luce infondo al tunnel del vicolo cieco dell'Ue è una: la procedura di infrazione. Ma una "multa" a chi non ha soldi non ha molto senso.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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