Caso Bardo, Margelletti (Ce.S.I.): “Dal 2005 nessun terrorista è arrivato in Europa sui barconi"

21 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Caso Bardo, Margelletti (Ce.S.I.): “Dal 2005 nessun terrorista è arrivato in Europa sui barconi'
“E’ strumentale dire che i terroristi possono arrivare sui barconi, finora lo dicono i dati che non sono interpretabili: dal 2005 nessun terrorista è arrivato in Europa sui barconi”. Numeri alla mano, Andrea Margelletti presidente del Centro Studi Internazionali, analizza con Intelligonews il rischio reale e quello strumentale sul fronte della sicurezza e della lotta al terrorismo, dopo il caso del giovane marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo.
 
Sul rischio che i terroristi possano arrivare coi barconi dei migranti quanto c’è di strumentale e quanto di reale?

«Fino a adesso è esclusivamente strumentale. Tutti sanno perfettamente che finora nessun terrorista è mai arrivato in Europa dai barconi ed è un dato di fatto; i numeri sono numeri e non possono essere interpretati. Mi rendo conto che sul tema ci sia una diatriba politica ma di fronte alla logica bisogna farsi da parte. Dal 2005 e prima ancora, ciascun attentato compiuto in Europa è stato eseguito da europei; non c’è mai stato un singolo caso in cui i terroristi siano venuti da fuori. Una cosa, poi, sono le origini ma questo vale per me che sono di origine genovese come per una persona di origine veneziana. Finora, da Parigi a Londra, tutti gli attentati sono stati compiuti da cittadini Schengen. Nessuno esclude che in futuro la situazione possa cambiare ma se lei mi sta chiedendo se negli ultimi due-tre anni è arrivato in Europa un singolo terrorista sui barconi, la risposta è no. Saranno arrivati ladri, trafficanti di droga ma la domanda non è legata alla criminalità organizzata bensì al terrorismo e su questo finora il dato oggettivo è: zero terroristi da zero barconi»

Però è un rischio che non si può escludere totalmente. Cosa risponde?

«Io le ho illustrato il quadro oggettivo sul quale ragiono da analista. Questo non vuol dire che in futuro ci possano essere rischi o che non ce ne siano adesso; ma vorrei tanto che le organizzazioni terroristiche fossero gestite da fessi cosa che purtroppo non è…Quindi nessuno si prende la briga di mettere una persona addestrata, cioè una risorsa preziosa, a bordo di un barcone che potrebbe affondare durante il viaggio o che se sbarca e viene salvato, è immediatamente identificato e sottoposto a rilievi biometrici dalle Forze dell’Ordine»

Ma se non lo si può escludere, come ci si difende?

«Lo si fa attraverso la prevenzione. Il fatto che gli attentati di matrice jihadista che hanno colpito l’Europa non abbiano colpito finora l’Italia dimostra come la struttura della nostra Intelligence sia qualitativamente superiore a quelle di altri Paesi europei. Il che non vuol dire che è perfetta poiché tutto è perfettibile, ma anche questo è un dato oggettivo»

Che idea si è fatto della vicenda del marocchino arrestato ieri a Milano e rispetto alla quale restano molti aspetti da chiarire?

«Su segnalazione delle autorità tunisine, la nostra Intelligence ha operato; ci sono indagini in corso e mi pare evidente che dobbiamo dare tempo alle nostre Forze dell’Ordine per eseguire tutte le verifiche necessarie. Il profilo che emerge è quello di una persona arrivata e immediatamente identificata e il fatto che fosse residente presso la madre, non mi pare si possa parlare di qualcuno arrivato in Italia e andato subito in clandestinità profonda. Il che non vuol dire che in qualche misura possa aver fatto da supporto o collaborato, ma non è quel tipo di terrorismo di cui stiamo parlando. Mi pare che la posizione del ministro Alfano sia una posizione molto ragionata»

Che valenza hanno le nuove minacce lanciata dall’Isis contro Roma e l’Italia via web?

«Hanno valenza zero. E’ un’attività di propaganda alla quale sarebbe opportuno rispondere con altrettanta propaganda».

E come si dovrebbe rispondere?

«Se loro dicono ‘siamo a sud di Roma’ noi dovremmo rispondere che siamo a nord di Tripoli… Ma lei pensa che dieci terroristi che sbarcano in Sicilia indossino la coppola e si mettano a mangiare la pasta con le sarde? Ma di cosa stiamo parlando? Altra cosa, purtroppo, è la minaccia drammatica, concreta e reale, di cittadini di Schengen andati a combattere in quelle zone e come già avvenuto in altri casi e in particolare a Parigi, sono tornato indietro e hanno fatto quello che hanno fatto»

Chiudere le frontiere e sospendere Schengen può servire a garantire una maggiore sicurezza interna?

«A chi le chiudiamo le frontiere? Vogliamo fare vedere al mondo che su una comunità musulmana assolutamente integrata e cooperativa, meno dell’1 per cento riesce a farci cambiare la nostra vita? La forza della democrazia è quella che non cambia»

E sulla Libia a che punto è l’Europa?

«L’Europa è alla ricerca di se stessa. La speranza è che si ritrovi… tutto il resto, naturalmente, a seguire»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]