Bagnasco manda un messaggio a Renzi sulle nozze gay

21 maggio 2015, intelligo
Bagnasco manda un messaggio a Renzi sulle nozze gay
Dopo il monito del Papa alla Cei, arriva quello della Cei al governo che corre troppo sulle riforme. Il presidente della Conferenza dei vescovi, il cardinale Angelo Bagnasco chiude i lavori dell’assemblea generale toccando una serie di temi, molti dei quali al centro del dibattito politico: dalla famiglia, al jobs act, al fenomeno della corruzione, alla riforma della scuola

Questioni sulle quali avverte Palazzo Chigi: “Non ci si deve far prendere dalla fretta. Un tempo più disteso, senza acqua alla gola e dove c'è possibilità maggiore di riflettere e confrontarsi, è premessa per risultati migliori”. 

JOBS ACT. E’ il lavoro uno dei passaggi principali dell’intervento di Bagnasco e il riferimento corre alla riforma di Renzi rispetto alla quale “da una parte sta producendo fiducia, perché il mercato si sta muovendo, ma dall'altra si avverte preoccupazione perché il rischio è la precarietà. Bisogna bilanciare la flessibilità con un lavoro che non sia instabile e precario. Se la gente non ha sicurezza sul posto di lavoro, che comunque non vuol dire un posto fisso a vita, non può serenamente progettare la propria esistenza”.

CORRUZIONE. Il monito del Papa ai vescovi è stato recepito e Bagnasco lo rilancia quando dice che i porporati hanno “accolto il suo invito a denunciarla senza timidezze” e sono “pronti a riprendere ed eventualmente aggiornare il nostro documento sull'educazione alla legalità”. Ma così come i vescovi lo hanno recepito, altrettanto deve fare la società perchè il messaggio di Francesco era rivolto anche all'opinione pubblica e alla classe politica.

NOZZE GAY. Netto il giudizio sul referendum programmato in Irlanda sui matrimoni gay: “Qualunque assimiliazione di nuclei di rapporti umani alla famiglia, non fa bene alla società”. Posizione nella quale ci si può leggere una sorta di appello ai politici italiani che nelle prossime settimane dovranno votare in Senato il ddl sulle unioni civili. 

8 X MILLE IN CALO. I fondi della Chiesa derivanti dall’8x1000 sono in calo. Effetto: una diminuzione di 50 milioni di euro per il sostentamento al clero ma non influirà sulle opere caritative che, anzi, conteranno su 20 milioni in più per gli interventi. In sintesi il quadro tracciato dal presidente della Cei. I dati si riferiscono alle cifre garantite dal ministero dell'Economia dello Stato italiano, sulla base delle scelte dei contribuenti inserite nelle dichiarazioni fiscali del 2012, relative ai redditi del 2011, che hanno fatto registrare un calo del 2%. Tutto ciò, dunque, prima che Jorge Mario Bergoglio fosse eletto pontefice.

LuBi
autore / intelligo
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