Buona scuola al Senato. La vasellina di Renzi ai suoi

21 maggio 2015, Luca Lippi
Passato con 316 sì alla Camera Il ddl “la Buona Scuola”, ora, come è noto, la partita si sposta al Senato. 

Buona scuola al Senato. La vasellina di Renzi ai suoi
E se la maggioranza renziana a Montecitorio ha retto (nonostante gli 80 che sono mancati all’appello), a Palazzo Madama gli 80 potrebbero diventare molti di più. E Renzi lo sa bene.

Già da ieri, infatti, è partita la strategia del premier per indorare la pillola alla sua opposizione interna ed esterna. Qualche emendamento non pericoloso in cambio del fatidico sì. Con tanti ringraziamenti da parte del governo (nel nome e nel segno della stabilità o governabilità). E sembra che Bersani, ancora una volta, abbia di nuovo chinato la testa (nel nome e nel segno della “ditta”).

Oltre agli emendamenti “amici”, la vasellina si chiama convocazione dei sindacati. Una sorta di diritto di tribuna sulla scuola, di coinvolgimento partecipativo, più mediatico che reale.  Nella sostanza, nessuna alterazione della riforma.

Che farà la leader della Cgil Susanna Camusso? 
Tranquilli, Renzi ha in serbo un altro vasetto di vasellina: i 600 mila precari da stabilizzare corrono il rischio di saltare. Un po’ di terrorismo e il gioco è fatto. Buona scuola, brutta politica?
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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