Unioni civili, Mattarella ci mette la firma e la Cirinnà esulta: "Svolta storica"

21 maggio 2016 ore 16:31, Andrea Barcariol
E' arrivata anche la firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla legge sulle unioni civili omosessuali, approvata la settimana scorsa dal Parlamento tra mille polemiche. Lo si apprende dal sito del Quirinale. La legge potrebbe essere pubblicata in Gazzetta ufficiale già oggi, entrando così in vigore ma per la celebrazione delle prime cerimonie, avverte la senatrice Pd Monica Cirinnà, promotrice della legge, serve ancora un decreto attuativo.
"Preso atto della decisione del presidente di firmare la legge sulle unioni civili, appena la stessa sarà pubblicata ci recheremo in Cassazione a depositare i quesiti referendari per la parziale abrogazione", commenta Eugenia Roccella, parlamentare di Idea e presidente del comitato promotore del referendum parzialmente abrogativo della legge che si è costituito nelle settimane scorse e comprende parlamentari di tutte le forze del centrodestra. Con Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi, del movimento Idea, ci sono Maurizio Gasparri e Lucio Malan (Forza Italia), Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni (Lega Nord), Francesco Bruni e Lucio Tarquinio (Conservatori e Riformisti), Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli (Fratelli d'Italia), Gian Luigi Gigli e Mario Sberna (Ds-Cd) e il senatore Maurizio Sacconi.

Unioni civili, Mattarella ci mette la firma e la Cirinnà esulta: 'Svolta storica'
"Con il conforto di eminenti giuristi rimaniamo convinti delle macroscopiche violazioni di principi costituzionalmente garantiti nell’iter parlamentare della legge sulle unioni civili e di una evidente parificazione del nuovo Istituto, riservato alle coppie omosessuali, al matrimonio fra uomo e donna dell’art. 29 della Costituzione", spiega Carlo Giovanardi. In prima fila nella battaglia anche il Popolo della Famiglia, guidato da Mario Adinolfi, candidato sindaco a Roma, che la scorsa settimana aveva lanciato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Faccia come Re Baldovino, non firmi". Era il 1990 quando il monarca, profondamente credente, scrisse una lettera al primo ministro Wilfried Martens per esporre la propria contrarietà alla legge votata dal legislativo: non poteva firmare il provvedimento sulla legalizzazione dell'aborto in contrasto con quanto dettato dalla propria coscienza.
Entusiasta invece Monica Cirinnà, relatrice e promotrice del disegno di legge: “Con la firma del presidente della Repubblica,  l’Italia ultima oggi una svolta storica sul fronte dei diritti. Ringrazio il presidente per la sollecitudine con la quale ha voluto adempiere a questo atto, rispondendo così anche alle sollecitazioni della Corte europea e alle osservazioni della Corte costituzionale".

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