Accordo di governo Pd e M5S: sabato salta sulla Tav

21 marzo 2013 ore 10:24, intelligo
Accordo di governo Pd e M5S: sabato salta sulla Tav
di Marco Guerra
Mentre a Roma il Pd tesse la strategia per spaccare le truppe dei senatori grillini sul voto di fiducia, in Val di Susa si gioca il primo vero scontro programmatico tra la coalizione di centro-sinistra e il Movimento 5 stelle.
Quello che avverrà sabato prossimo ai cantieri di Chiomonte della linea ad alta velocità Torino-Linone può essere considerato come la cartina di tornasole di tutte le contraddizioni e i possibili punti di rottura di un asse tra i Cinque stelle e un governo di “alto profilo” guidato da Pierluigi Bersani.
Nella stessa giornata, infatti, la valle che collega l’Italia alla Francia sarà la cornice del sopralluogo dei parlamentari M5s ai cantieri Tav, della visita di una delegazione di parlamentari di Sel e, nel pomeriggio, della marcia No Tav da Bussoleno a Susa a cui parteciperanno anche i gruppi della sinistra radicale dei centri sociali.
Come se non bastasse è inoltre stata annunciata la visita del neo senatore del Pd, nonché storico sostenitore dell’opera ferroviaria, Stefano Esposito.  Con una lettera inviata a tutti i colleghi di Palazzo Madama e Montecitorio, Esposito ha esortato i parlamentari del Pd ad “essere presenti per renderci conto dello stato di avanzamento dei lavori di un'opera che il nostro partito ha sempre difeso, in quanto infrastruttura strategica”; “Per continuare a testimoniare la nostra (spero) comune vicinanza a lavoratori e agenti – si legge ancora nella missiva - e anche per evitare che la giornata sia solo 'raccontata' dai nostri colleghi Grillini”. "In ogni caso – conclude il senatore piemontese -, partecipero' anche da solo e sto predisponendo la presenza di una troupe per riprese video e fotografie del sopralluogo, in modo tale che vi sia una documentazione non strumentalizzabile".
Infine, ad alzare i toni del confronto, arrivano il comunicato del segretario generale del sindacato di polizia Sap, che annuncia denuncie per favoreggiamento per tutti coloro “che con il loro comportamento dovessero agevolare i violenti, parlamentari compresi”, e la nota apparsa sul sito anarchico Umanità Nuova in cui si precisa che nemmeno i grillini avranno vita facile nella valle e si avverte che sarà messo in difficoltà ogni governo che privi a forzare sui lavori.
Dunque, gli ingredienti per uno scontro politico-istituzionale senza esclusione di colpi ci sono tutti.
Al momento nessuno ha raccolto l’appello del senatore Esposito, tuttavia resta ferma la posizione favorevole all’opera espressa sia dal Pd locale (Chiamparino- Fassino) sia da vertici nazionali che, con Prodi, si spesero in ambito europeo per far passare il corridoio Lisbona-Kiev nella Valle Padana. E se da una parte Sel cerca di mediare con chi chiede una consultazione pubblica sulla Torino-Lione, dall’altra il Movimento 5 stelle (che ha raccolto il 40% voti nei comuni della valle) continua a considerare la linea franco-italiana la grande opera inutile per eccellenza, alla stregua del ponete sullo Stretto di Messina.
Sul fronte NoTav si trovano poi tanti intellettuali e personaggi della società civile, fra i quali Dario Fo e Don Ciotti, indicati in questi giorni come possibili pontieri tra il movimento di Bebbe Grillo e il Pd.
Insomma il futuro del centro sinistra passa anche per i tunnel della Torino-Lione.
autore / intelligo
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