Contro lo spot RAI 2010 sui dialetti arriva il Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici

21 marzo 2013 ore 10:30, Marta Moriconi
Contro lo spot RAI 2010 sui dialetti arriva il Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici
A fine febbraio 2013 si è celebrato l'International Mother Language Day, giornata internazionale dedicata a tutte le lingue madri, istituita dall'Unesco nel 1999. E in questa occasione è stato presentato un Comitato speciale, quello per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici. Ma non nasce a caso. Lo spunto l’ha dato il gruppo Facebook Contro lo spot RAI 2010 sui dialetti, vergogna sono lingue vive.  In tempi di protesta, d’altronde, già dirsi 'contro' funziona. Anche se il Comitato si riconosce per esempio nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nell’Atlante mondiale delle lingue in pericolo edito dall’Unesco, nella Carta Europea delle Lingue Regionali e Minoritarie, nella Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, nella Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali e nella Dichiarazione Universale sui diritti linguistici del 1996. Ma qual è lo scopo? Risposta facile: la tutela e la promozione di tutti i patrimoni linguistici, la salvaguardia dei diritti di espressione culturale e la tutela della diversità culturale. Il patrimonio linguistico italiano è sicuramente uno dei più ricchi e variegati d’Europa. Quanto alla Rai, non l’avrebbe capito e avrebbe svilito questo valore “variegato” e sparso sul territorio. L'Unesco ha censito 31 lingue in Italia nell'Atlante delle Lingue in pericolo (Atlas of the World's Languages in Danger). E se l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura pensa al nostro Paese, ora ci penserà anche il Comitato. D’altronde le lingue sono culture viventi, anche se lo Stato Italiano riconosce solo alcune lingue regionali o minoritarie tralasciandone altre, vale la pena sporcarsi le mani per quel toscano, umbro, romano, marchigiano, milanese che regalano tanti sapori alla nostra tavola. E il Comitato si attiverà per far riconoscere tutti i dialetti senza preferenze, partendo dal fatto che il Comitato sarà apartitico, aconfessionale e indipendente e raccoglierà per la prima volta studiosi, divulgatori e locutori provenienti da ogni parte d'Italia. Antropologi, linguisti, docenti universitari tenteranno di salvaguardare l’italiano e le sue forme dialettali. In fondo non c’è niente di più originale della diversità linguistica e quindi culturale. E in tempi di pluralità delle identità, di eterogeneità delle scelte che scardinano quelle certezze che un tempo non sarebbero mai state messe in discussione, ci voleva uno sguardo che si poggiasse su quella ricchezza preziosa che è la lingua italiana in tutte le sue declinazioni. **************************************************************************************************************************************** Pubblichiamo la precisazione del Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici Il Comitato per la Salvaguardia dei Patrimoni Linguistici ci tiene a rettificare che le lingue attualmente censite dall'UNESCO sul nostro territorio non sono forme dialettali dell'italiano nè declinazioni della lingua italiana.
Sono tutte lingue ben distanti e distinte dall'italiano. Erroneamente si pensa e si dice che esse siano ''dialetti' dell'italiano (cioè varietà di italiano). La linguistica, invece, conferma che non è così. Sono lingue distinte tanto quanto l'inglese dal cinese. La lingua sarda, solo per fare un esempio, è una lingua diversa dalla lingua lombada in quanto a grammatica, fonetica, lessico, morfologia, sintassi etc.etc. Svariati studi scientifici hanno dimostrato le diversità tra le varie lingue diffuse e radicate sul nostro territorio.
 
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