90anni Treccani, la mostra e le parole che hanno fatto il cambiamento

21 marzo 2015, Paolo Pivetti

Sta per aprirsi a Roma, nel complesso monumentale del Vittoriano, una mostra (1 aprile - 20 maggio) dedicata all’Enciclopedia Treccani per festeggiare il suo novantesimo anniversario. Proprio novant’anni fa, nell’anno 1925, Giovanni Treccani degli Alfieri, imprenditore, senatore del regno e mecenate, creò, con il fondamentale contributo di Giovanni Gentile, quest’opera pensata innanzitutto per la “crescita culturale italiana”, come racconta il sito ufficiale.

Il compleanno della Treccani, e il ricordo del suo glorioso passato, sembrano quasi proporre alla nostra immaginazione un parallelo con la storia della nostra lingua, anch’essa nella condizione delicata della vecchia signora: ben più attempata, s’intende, dato che è scritta da ottocento anni e parlata, nelle sue varie declinazioni dialettali, da più di mille: ma anche lei, una bella signora anziana che porta bene la sua età. Aristocratica, raffinata, elegante: una gran signora che è sempre stata ammirata, anzi corteggiata, ha frequentato i palazzi del potere, riconosciuta per secoli come un canone di perfezione per tutto l’Occidente. 

90anni Treccani, la mostra e le parole che hanno fatto il cambiamento

Ma oggi l’elegante signora sta affrontando un momento difficile nel mondo, nuovo per lei, della comunicazione globale. È costretta a mescolarsi con altre lingue; deve abbandonare le mura di casa, nelle quali si sentiva protetta e in perfetta armonia, scendere in strada e confrontarsi con la vita di tutti i giorni: in modo particolare con la velocità e la sintesi richieste dai nuovi mezzi di comunicazione. E qui la sua naturale eleganza estetica sembra in pericolo, lascia intravedere qualche momento di fragilità, qualche incertezza.

Forse anche per registrare questo travaglio, la Treccani pubblica on line, in occasione del suo novantesimo compleanno, un elenco di parole simbolo, una per ognuno dei suoi anni, dal 1925. Così, dopo l’apertura con cruciverba che è la parola del 1925, passando attraverso altoparlante del 1926, scotch del 1930, radar del 1941, pennicillina del 1943, vespa e lambretta appartenenti rispettivamente al 1946 e al 1947, scuolabus del ’61, minigonna del ’66, led del ’72, bancomat dell’83, airbag dell’89, dvd del ’95, tablet del 2000, si arriva fino a selfie del 2013 e a Tinder del 2014, che per chi ancora non lo sapesse è l’ultima evoluzione di tutti i siti e le app di incontri per beccare: volendo, anche nella versione gay. Divertente disegno di novant’anni di storia linguistica, tracciato forse con mano un po’ affrettata, se per esempio per l’anno 1932 si sceglie gomma americana dimenticando regista, vocabolo introdotto nella lingua proprio in quell’anno da Bruno Migliorini; o se per l’ultimo dei nostri anni, il 2014, ci si lascia impressionare da Tinder dimenticando Isis, lemma drammaticamente dominante dei nostri giorni.

Comunque, buon compleanno, signora Treccani.

autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]