Canone Rai: l'unico sistema per non pagarlo è non possedere una tv, lo dice la Legge

21 marzo 2016 ore 9:47, Luca Lippi
Da molto tempo ci si chiede come è possibile non pagare il Canone Rai, a seguito di alcune sentenze della Corte di Cassazione si evince chiaramente che le uniche possibilità a che ciò possa avvenire è legato esclusivamente al mancato possesso di un apparecchio televisivo, alla denuncia di cessione o vendita a terzi dell’apparecchio ovvero alla sua rottamazione.
Cerchiamo di rendere definitavamente chiara la situazione:
sui social, che in parte sono la rovina per molti utenti che ne percepiscono i messaggi come “informazioni” certificate, corrono notizie e consigli che spesso non hanno alcun fondamento.
Se ci fosse un minimo di raziocinio, si riuscirebbe a capire una cosa molto semplice, che a seguito di una sentenza, una qualunque, di un Tribunale, poi segue un ricorso e che se quella sentenza viene cassata viene resa valida l’ultima, quindi diventa un precedente e così via. Nonostante tutto, la Legge sull’argomento è chiarissima sin dal principio e ne abbiamo dato conto già dal mese scroso.
La sesta sezione civile della Corte di Cassazione, infatti, con l’ordinanza n. 1922, del 2.02.2016, stabilisce il principio per cui: “La richiesta di oscuramento dei canali Rai, infatti, non rientra nel novero dei fatti estintivi dell’obbligo di pagamento del canone”, motivo per cui, anche se la vista dei canali Rai risulta preclusa, il possessore del televisore sarà tenuto a versare il tributo previsto dall’art. 10 del Regio Decreto-Legge n. 246/38. Il principio è stato ampiamente e chiaramente preannunciato dalle Sezioni Unite nel 2007. In sostanza il semplice possesso di un apparecchio tv ci obbliga a pagare il canone Rai.

Canone Rai: l'unico sistema per non pagarlo è non possedere una tv, lo dice la Legge
L’ordinanza in commento è stata emessa a seguito del ricorso per Cassazione proposto dall’Agenzia delle Entrate, avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Roma.
Questa, infatti, su ricorso proposto dal contribuente avverso la cartella di pagamento afferente l’omesso pagamento del canone televisivo relativo agli anni dal 2002 al 2007, aveva annullato l’anzidetta cartella, sulla scorta del fatto che il contribuente aveva richiesto l’oscuramento delle reti Rai mentre, dall’anno 2008, l’apparecchio televisivo sarebbe divenuto inutilizzabile siccome non funzionante.
La Commissione Tributaria, rilevata la non contestazione delle argomentazione addotte dal ricorrente, “quantomeno in applicazione del principio di non contestazione,  previsto dall’articolo 115 c.p.c.”, presumeva la fondatezza degli anzidetti assunti.
Tuttavia, di contrario avviso risultano i giudici della Suprema Corte, i quali, con la richiamata ordinanza, accolgono il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e cassano la sentenza impugnata: “con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che si atterrà al principio di diritto che la richiesta di oscuramento dei canali Rai non estingue l’obbligo di pagamento del canone radiotelevisivo”.
Nel dispositivo della Suprema Corte si legge chiaramente che la decisione della decisione impugnata per violazione del disposto dell’articolo 115 c.p.c., segue alla circostanza per cui: “la sentenza gravata si pone in contrasto con la disciplina del canone radiotelevisivo dettata dal regio decreto-legge n.246/38 (il quale, come le Sezioni Unite di questa Corte hanno precisato nella sentenza n.24010/07, non trova la sua ragione nell’esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente all’Ente, la Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, ma costituisce una prestazione tributaria fondata sulla legge e non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio)”.
Il semplice possesso è dunque necessario e sufficiente a obbligare chiunque a pagare il Canone rai. È chiarissimo ed è un dato di fatto da tempo chiarito anche sulle nostre pagine da diversi mesi.
In conclusione l’unico modo per non pagare il canone Rai è quello di vincere la presunzione di detenzione della televisione inviando l’autocertificazione. L’eventuale mendacio sarà punito penalmente. Per cui chi comunica di non detenere l’apparecchio mentre invece ne possiede uno, oltre a subire la sanzione per l’evasione fiscale (pari a cinque volte il canone Rai) sarà imputato in un processo penale. 

autore / Luca Lippi
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