E’ più “Bonus” ricerca e sviluppo: ora in automatico, investire in ricerca conviene

21 marzo 2016 ore 11:03, Luca Lippi
Che cos’è il bonus ricerca e sviluppo? È un’agevolazione fiscale introdotta con la nuova legge di Stabilità che consente agevolazioni fiscali allo scopo di agevolare investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle aziende. Da un punto di vista economico si produce un credito di imposta pari al 50% o 25% dell’investimento effettuato, l’importo massimo è di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario con l’ostativa di dover impiegare una spesa complessiva per ricerca e sviluppo non inferiore a 30mila euro. 
Questa agevolazione è concessa sia per l’assunzione di nuovi ricercatori sia che i ricercatori siano già in organico dell’azienda e possa essere sfruttato per incrementare l’attività di ricerca. 
L’agevolazione è fruibile da tutte le aziende che effettuano investimenti di ricerca e sviluppo indipendentemente dalla forma giuridica. La condizione necessaria e sufficiente è che la tipologia per la quale si richiede l’agevolazione sia finalizzata “individuare modifiche di processo o di prodotto che possano portare cambiamenti o miglioramenti significativi delle linee e/o delle tecniche di produzione o dei prodotti stessi, quali ad esempio la sperimentazione di una nuova linea produttiva o la modifica delle caratteristiche tecniche funzionali”. Il ricercatore in assunzione deve essere in possesso del dottorato oppure iscritto a un ciclo di dottorato presso l’università con laurea magistrale. La buona notizia è che il bonus (credito d’imposta) sarà concesso in maniera automatica a fronte delle spese effettuate senza richieste al hoc.

E’ più “Bonus” ricerca e sviluppo: ora in automatico, investire in ricerca conviene
A tale proposito, La Legge di Stabilità 2015 ha modificato la disciplina del Bonus ricerca e sviluppo, introdotto dal “Decreto destinazione Italia”. 
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 5/E del 16 marzo 2016, fornisce chiarimenti circa la cumulabilità del credito d’imposta con altri bonus, tra cui quello relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi. 
Il bonus è ora concesso in maniera automatica, a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate. Un’immediatezza che quindi esclude, al contrario del passato, il passaggio intermedio costituito dalla presentazione di un’apposita istanza per via telematica.
La misura, cioè l’aliquota da applicare per il calcolo del bonus, varia a seconda della “tipologia” di spesa sostenuta. In particolare, le spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi d’imposta precedenti a quello di prima applicazione dell’agevolazione, e comprensive dei costi relativi al personale altamente qualificato e alla ricerca extra-muros, beneficiano dell’aliquota del 50%, mentre quelle rappresentate dalle quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio e dai costi relativi a competenze tecniche e privative industriali, beneficiano dell’aliquota del 25%.
Riguardo gli adempimenti documentali da rispettare, in caso di controlli successivi, è richiesta la predisposizione di un’apposita documentazione contabile con l’indicazione dell’effettività dei costi sostenuti e con l’attestazione di regolarità formale. La documentazione deve essere certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale, oppure da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali. Investire in ricerca conviene.

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