L'intesa Turchia-UE per i rimpatri "fa acqua", nuovi sbarchi in Grecia: già fallita?

21 marzo 2016 ore 13:30, Americo Mascarucci
L’accordo fra Unione Europa e Turchia sembra già "fare acqua". 
In base all'accordo siglato due giorni fa a Bruxelles con Ankara i migranti che arrivano in Grecia dovrebbero essere rispediti indietro in Turchia. 
L'intesa prevede che per ogni migrante rinviato in Turchia, un siriano già in Turchia sarà ricollocato in un paese della Ue. 
Peccato che nel frattempo gli sbarchi non si siano arrestati.
Sarebbero infatti 1.662 i migranti giunti in Grecia dalla Turchia dopo l'ufficiale entrata in vigore dell'accordo stando a quanto riferito dall'organismo di coordinamento della politica migratoria in Grecia (Somp). Gli arrivi si sono concentrati sulle isole di Chios (830) e Lesbo (698), vicino alla costa turca. Non solo: due persone sono state trovate morte su un barcone arrivato sull'isola greca di Lesbo. Sull'imbarcazione c'erano decine di persone, partite dalle coste turche per tentare di raggiungere l'Europa. 

L'intesa Turchia-UE per i rimpatri 'fa acqua', nuovi sbarchi in Grecia: già fallita?
Il premier turco Ahmet Davutoglu ha spiegato che l'inizio dei respingimenti  non comincerà prima di due settimane.
Sono arrivati rispettivamente 294 profughi a Lesbo, 113 a Samo, 441 a Chios e 27 ad Andros. 
Il quotidiano greco Proto Thema segnala l’arresto da parte della capitaneria greca di Chios di due scafisti turchi, rispettivamente di 27 e di 21 anni, alla guida di uno yacht che aveva appena lasciato 20 migranti nell'isoletta di Oinussa. 
Da Atene il portavoce del coordinatore del governo per le politiche migratorie, Giorgos Kyritsis, fa sapere che la Grecia ha bisogno di più tempo per attuare il programma di rimpatrio dei migranti stabilito nell'intesa con la Turchia.
"Ci vogliono più di 24 ore", dice, inviando un segnale in contrasto con l'annuncio di sabato di Alexis Tsipras, che indicava il via alle operazioni. 
"Ancora non abbiamo idea di come attueremo in pratica il piano - ammette una fonte di polizia di Lesbo, l'isola greca più colpita dall'emergenza - ma soprattutto - aggiunge - stiamo ancora aspettando i rinforzi promessi dall'Europa per smaltire più velocemente le richieste d'asilo: traduttori, avvocati, funzionari di polizia". 
Insomma un completo fallimento

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