Di Stefano (FI): «Pronti a non votare legge di Stabilità. Renzi? Già menomato da Letta»

21 novembre 2013 ore 14:17, Andrea De Angelis
Di Stefano (FI): «Pronti a non votare legge di Stabilità. Renzi? Già menomato da Letta»
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Letta ha mostrato grande forza all'interno del suo partito: le dichiarazioni di guerra di Renzi sono svanite come nubi al sole... Questo futuro segretario del Pd appare già menomato, e comunque in posizione subalterna a Letta». Così Fabrizio Di Stefano, deputato di Forza Italia, parla su IntelligoNews del caso Cancellieri. Per il parlamentare abruzzese la scissione del Pdl presenta almeno due chiavi di lettura: «L'ho vissuta in maniera negativa pensando al motivo della sua nascita, ma è un dato positivo l'avere una varia proposta politica per intercettare il consenso». Centrodestra frammentato: se i primi sondaggi sembrano positivi, è pur vero che diversi elettori manifestano un certo disorientamento. Qual è la situazione reale, in particolare per quanto concerne la leadership? «Il quadro politico è in evoluzione, muterà il quadro del centrosinistra, ed anche quello del centrodestra deve adeguarsi ai cambiamenti ed alle necessità. La divisione del Pdl l'ho vissuta in maniera negativa. Nacque infatti con l'idea che un'unica forza politica di grosso peso avesse un'incidenza maggiore. La scomposizione a cui oggi assistiamo può avere però come dato positivo quello di offrire, in termini di marketing, una più varia proposta politica per intercettare il consenso, come avvenuto nell'ultima tornata elettorale quando per volontà del Presidente Berlusconi si crearono forze collaterali, satelliti il cui apporto fu determinante per il risultato».
Di Stefano (FI): «Pronti a non votare legge di Stabilità. Renzi? Già menomato da Letta»
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Si riferisce a Fratelli d'Italia?
«Esatto, e quello spacchettamento, seppur con piccole percentuali, ha contribuito a pareggiare in Senato una partita che per molti era già persa». C'è il rischio però che non si tratti più di satelliti, ma di qualcosa di diverso? «Ci sarà sempre il desiderio di trovare una compattezza nel centrodestra. Lo stesso nome che si sono voluti dare, Nuovo Centrodestra, indica chiaramente la volontà di collocamento. Questa area politica, evidentemente, ha una leadership riconosciuta ancora in Silvio Berlusconi». Con Forza Italia pronta a dare battaglia sulla legge di Stabilità, in Parlamento sembra crescere sempre più l'opposizione. Il Governo Letta, pensando anche al caso Cancellieri, ne esce indebolito? «Partendo dal caso Cancellieri, credo che Letta ne esca sì indebolito, ma anche rafforzato. Ha mostrato infatti una grande forza all'interno del Pd: le dichiarazioni di guerra di Renzi sono svanite come nubi al sole. Questo futuro segretario del Pd appare già menomato, e comunque in posizione subalterna a Letta. Nel centrodestra in più passaggi si è avuta una fase critica nei confronti dell'esecutivo, ma è chiaro che ora andando ad affrontare il provvedimento principe di ogni Governo, ovvero l'approvazione della cosiddetta finanziaria, è necessario valutarlo tutto con attenzione, ed eventualmente anche non votarlo». Il termine rottamazione sta entrando anche nel centrodestra? «Il ricambio generazionale è necessario, ma il termine rottamazione mi sembra già fuori moda. Lo stesso Renzi che lo aveva coniato si è poi caricato nella sua campagna per la segreteria diversi personaggi che fanno parte di quelli che lui aveva definito come soggetti da rottamare». Termine che il sindaco di Firenze usa meno rispetto al recente passato... «Infatti, è un termine che lascia il tempo che trova. Rinnovare ha un significato, perché nel rinnovamento c'è il vero ricambio di linfe fresche che rafforzano il partito. La rottamazione finisce in discarica, ma senza un nuovo ciclo produttivo: questo in politica non serve».
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