Vilipendio, Storace rischia il carcere

21 novembre 2014 ore 12:45, intelligo
Vilipendio, Storace rischia il carcere
"Hanno inventato il vilipendolo". E' l'editoriale di Francesco Storace sul Giornale d'Italia che torna, in attesa della sentenza, sull'accusa di vilipendio al Capo dello Stato. Per il leader de La Destra è "il vilipendio che dondola, a seconda di chi è accusato di commetterlo e nei confronti del presidente della Repubblica. Oggi lo verificheremo con la bilancia della giustizia, in una sentenza che conosceremo nel pomeriggio, dopo sette anni dai fatti, per il processo che riguarda lo scontro polemico che ci fu tra me e Giorgio Napolitano nel 2007". Poi si difende così, attaccando l'allora ministro Mastella: "I processi si svolgono in tribunale e i miei legali hanno carte da giocare per vincere anche questa battaglia giudiziaria. L'elemento più importante è proprio il vilipendolo, ovvero la giustizia con due pesi e due misure. Come ministro della giustizia, a dare il via libera all'inchiesta della magistratura - roba da regime vecchio stampo sovietico - mi capitò la sfortuna di imbattermi (...) in Clemente Mastella. Se mi fosse toccato in sorte Andrea Orlando, il guardasigilli di oggi, magari mi sarei salvato come Grillo, come tanti deputati e senatori grillini, persino come quella loro portavoce che in morte di Faletti scrisse che era scomparso il Giorgio sbagliato, Travaglio, e tanti altri.... Orlando non fa processare nessuno...." Poi ricorda il fatto: "Se rispondi con la parola "indegno" all'identica parola usata dal capo dello Stato nei tuoi confronti, vai alla sbarra. Se poi il Senato ti riconosce il diritto a manifestare le tue opinioni e nonostante questo scrivi comunque - e volontariamente - al Presidente per proporre un chiarimento riconoscendo di aver ecceduto e ti riappacifichi con lui, il codice impone incredibilmente di processarti lo stesso. Oggi saprò finalmente se sarò assolto o condannato, se ho diritto a criticare atti che contesto o se merito la galera. Senza appello, perché non vorrei sconti da uno che dovesse punire la lesa maestà; nel momento in cui un numero crescente di ladroni resta in libertà, si può finire dentro più per la parola che per la mazzetta". E la riflessione finale la fa tutta su chi vuole che non ci si indigni più. (ma.mo.)
autore / intelligo
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