Renzi: "Non approvo metodo De Luca, ma..." e Ricchiuti (Pd) insorge

21 novembre 2016 ore 16:29, Andrea De Angelis
Renzi attacca De Luca. Anzi no. Renzi non approva il metodo dell'ex sindaco di Salerno, ma gli piace come è cambiata la città quando l'attuale governatore della Campania era sindaco. Renzi si dice diverso, ma di fatto plaude ai risultati portati a casa dall'esponente democratico. 

"De Luca ha un metodo che come è noto non è il mio. Di fronte alle dichiarazioni su Rosy Bindi sono stato tra i i primi e più duri a dire che ha profondamente sbagliato". Lo ha detto il premier Matteo Renzi parlando a Radio 24. "Ma De Luca - ha aggiunto ancora Renzi - è uno degli amministratori che ha fatto meglio da sindaco, rivoltando la città di Salerno. Se tutto il Mezzogiorno fosse stato amministrato come De Luca ha amministrato Salerno il Sud sarebbe ripartito e avremo l'1% di Pil in più. Io ho un problema di Pil". Quindi Renzi ha un problema, mentre De Luca lo ha risolto. Secondo la proprietà transitiva, quest'ultimo potrebbe dare dei consigli al premier, specialmente per quanto riguarda il Mezzogiorno. 

Renzi: 'Non approvo metodo De Luca, ma...' e Ricchiuti (Pd) insorge
Più di un esponente dell'opposizione ha sollevato la questione, ma anche all'interno del Partito Democratico la cosa non è piaciuta a tutti. "Quello che è certo è che una vergogna. Se poi ricorrano anche gli estremi per aprire una procedura, è presto per dirlo. Ma io già nelle prossime ore mi attiverò in tal senso". A parlare è Lucrezia Ricchiuti, senatrice del Pd e componente della Commissione di garanzia nazionale del partito che commenta così, come riportato da Il Fatto Quotidiano, l'intervento di De Luca davanti a 300 sindaci campani. In quell’occasione il governatore chiedeva di “far votare sì” perché tra l’altro Renzi "manda un fiume di soldi in Campania”. “Prima le parole contro Rosy Bindi – dice la senatrice Ricchiuti, che fa parte anche della commissione Antimafia – poi, soprattutto, le dichiarazioni nel corso della riunione a porte chiuse coi 300 sindaci campani. Entrambi i fatti sono gravissimi, deplorevoli. Non solo un danno d’immagine per il nostro partito, ma una vera vergogna".
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