Partite Iva, contro l'evasione una cara "imposta occulta". Più costi e lavoro

21 novembre 2016 ore 22:31, Americo Mascarucci
Partite Iva nel mirino della Finanziaria.
Il decreto legge fiscale approvato alla Camera e ora al vaglio del Senato pare preveda otto nuovi adempimenti per chi lavora a partita IVA, quindi inclusi anche artigiani e professionisti per un aumento dei costi che è stato stimato a 480 euro per il 2017 e addirittura a 720 per il 2018. 
Si tratta della trimestralizzazione del cosiddetto spesometro e la comunicazione ogni tre mesi dei dati delle liquidazioni periodiche dell’Iva. 
I possessori di partita Iva dovranno in pratica inviare comunicazioni trimestrali anziché annuali delle spese e delle fatture emesse e ricevute. 
La misura è stata introdotta per combattere l'evasione dell'Iva e limitare il fenomeno dei mancati versamenti dell'imposta.
"Non si comprende – sostiene Andrea Dili presidente di Confprofessioni Lazio – come a fronte di provvedimenti governativi che vanno nella giusta direzione, ovvero studi di settore, superammortamenti, disegno di legge sul lavoro autonomo, si introducano invece contestualmente norme che accrescono il peso della burocrazia, scoraggiano gli investimenti e finiscono per pesare su chi le tasse le paga già".
Partite Iva, contro l'evasione una cara 'imposta occulta'. Più costi e lavoro
Anche perché aumentando gli adempimenti fiscali aumenteranno anche i carichi di lavoro per commercialisti e titolari di partite iva. 
Questi ultimi si troveranno a pagare circa 200 euro in più proprio in favore degli studi commercialisti. 

Per l'omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, si legge nel decreto, "si applicherà la sanzione di 25 euro con un massimo di 25mila euro" ma sarebbe già in discussione una riduzione della sanzione da un minimo di 2 euro a fattura a un massimo totale di 1.000  a trimestre. 
Per l'omissione della comunicazione periodica, invece, si parte dai 500 euro fino a un massimo di 2.000 euro. 
"Sarebbe stato meglio concentrarsi su strumenti meno onerosi per le imprese e su soluzioni meno anacronistiche " denuncia l’associazione delle partite Iva del Lazio, Confprofession.
In questo modo il governo pensa di recuperare 2 miliardi nel 2017, una posta di bilancio significativa per chiudere i conti della finanziaria.
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