Monti con l’elmetto scuote Sc e mitraglia il “BruLetta”

21 ottobre 2013 ore 10:58, intelligo
Monti con l’elmetto scuote Sc e mitraglia il “BruLetta”
Mario Monti da Lucia Annunziata (In 1/2) mette in fila i perché delle sue dimissioni “irrevocabili”. Ce n’è per tutti nel cahier des doleances del Prof. Nessuno escluso, a cominciare dai suoi per finire a Letta. Ecco i punti sottolineati con la matita rossa.
LE RAGIONI DEL NON CI STO. “Bisogna rendere la politica seria, una cosa piccola ma importante, è per questo che ho preso la scelta”. Esordisce così Monti che va dritto al punto: “Mi sono dimesso perché due autorevoli esponenti di Scelta Civica, Mauro e Casini, hanno criticato me e Scelta Civica sulla base di due argomenti di cui io ho ritenuto di dover svelare il secondo fine: il Partito popolare europeo e la linea di Scelta Civica di pungolo al governo, che disturberebbe il manovratore”. Il PROF E IL PREMIER. “Questa formula e questo presidente del Consiglio sono la miglior cosa che questo paese possa avere. Ma vorrei che fosse veramente il governo del fare, ma per l'atteggiamento di Pd e Pdl sta diventando il governo del disfare. Ovviamente Scelta Civica non minaccia niente, ma abbiamo il dovere di indicare qual è secondo noi la strada giusta e il presidente Letta ha concordato che un contratto di coalizione ci voglia. Altrimenti finirà ancora ad inginocchiarsi davanti al Pdl, come fatto con l’Imu. Perché si scrive governo Letta, ma si legge Brunetta”. Affondo diretto e messaggio alla maggioranza allargata. IL PROF E IL CAV. Molto della mossa del tandem Casini-Mauro ruota attorno al voto di decadenza di Berlusconi da senatore. E Monti lo rimarca come pure conferma che lui e i montiani con il Pdl berlusconi-centrico non vogliono avere niente a che fare. La premessa: niente di sorprendente “se venisse usata la grazia”; detto questo Monti non ha dubbi: “ Io voterò in base alla relazione che la Giunta del Senato farà pervenire in Aula, per me la votazione è sull'applicazione di una legge approvata un anno fa e che allora non fu contestata, non è un giudizio su una persona. Qui vediamo se in Italia c'è o no lo Stato di diritto”. E sugli undici senatori che di fatto lo hanno sfiduciato si gioca la carta degli indecisi: “Alcuni degli 11 mi hanno detto che voteranno per decadenza di senatore Berlusconi e che non vogliono fondare un gruppo con Udc”. IL PROF. E I CENTRISTI. Stoccate velenose per Casini - “mi rivolgo a chi non ha votato Scelta Civica, pare siano tanti, perché avevamo Casini. Può essere che avessero ragione loro”- e a Mario Mauro – “mi aveva pregato in ginocchio di prenderlo con me”. Ora ha scelto il ticket di Casini verso il Ppe. “Credo che lo facciano perché vedono uno spazio elettorale più ampio da quella parte”, dice Monti che nel Ppe crede ma con una sottolineatura non di poco conto: “Lo avrei fatto anch’io. Ma solo con un Pdl depurato da alcune personalità e da alcuni comportamenti”. IL PROFR. E LA CRISI – “Io ho dovuto praticare massicce dosi di austerità perché ho trovato una situazione di crisi finanziaria grave, e non si poteva far altro per evitare che l’Italia finisse come la Grecia, con la Troika e un governo coloniale; e allora altro che le manifestazioni di ieri! E’ chiaro che occorre mantenere i conti a posto, ma occorre andare più decisamente verso la crescita. Questa non si realizza dando i soldi dello Stato, ma con le riforme, così che sia più difficile rubare, sia più difficile corrompere, più difficile vivere di rendita, così che i giovani possano migliorare le loro condizioni di lavoro”.
autore / intelligo
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