Caso Sicilia, Civati bombarda le tessere-fantasma. Il Pd bombarda lui

21 ottobre 2013 ore 11:10, Francesca Siciliano
Caso Sicilia, Civati bombarda le tessere-fantasma. Il Pd bombarda lui
Boom del Pd in Sicilia all’insaputa di tutti. O meglio: all’insaputa degli stessi iscritti. Nelle ultime settimane, secondo i dati di via del Nazareno, nella regione siciliana sono state distribuite migliaia di tessere al di fuori dei circoli. Peccato però che queste adesioni siano state fatte all’insaputa degli stessi aderenti. A denunciare questa attività squisitamente elettoral-propagandistica è stato Pippo Civati, ai nastri di partenza per la scalata nel Pd, che ieri si trovava in tour a Palermo per la campagna elettorale congressuale apertasi da poco.
Valentina Spata, giovane democratica ragusana e civatiana, annunciando l'intervento di Civati sul palco, ha rivolto al partito un’accusa forte: «Quello che sta accadendo in Sicilia per il tesseramento del Pd nelle varie province è indecoroso, abbiamo saputo che solo a Catania sono state date migliaia di tessere al di fuori dei circoli, l’unica sede dove ci si può iscrivere al partito». La Spata, inoltre, ha ha annunciato il «ricorso alla Commissione nazionale di garanzia del partito» e ha elencato una serie di episodi sospetti: «A Catania ci è arrivata la segnalazione di una ragazza di 14 anni tesserata a sua insaputa. Ci risulta anche che ci siano iscritti di un sindacato che distribuiscono gratuitamente tessere, mentre a Trapani a un ragazzo disabile gli è stata negata perché non poteva fisicamente recarsi in sede». Sulla stessa scia della giovane democratica si è tenuto l'intervento del candidato alla segreteria: «Da quando sono atterrato in Sicilia non sento parlare di altro e qualcosa che non va c’è. Possiamo verificare il numero delle tessere rilasciate in questi ultimi giorni – ha detto Civati - e siamo passati dalla sensazione che nessuno voleva iscriversi più a un boom di richieste. Mi appello a tutti quanti perché si rispettino le regole. Queste denunce sono un dispiacere. Ne parlerò con i dirigenti siciliani, ma anche con Renzi e Cuperlo». A stretto giro di posta sono arrivate le dichiarazioni di Lupo, segretario del Pd siciliano, che ha prontamente bollato come bufale le accuse di Spata e Civati: «Sono tutte situazioni da verificare, da provare». Nuove “rogne”, dunque, per il Pd: nelle prossime settimane, e con il Congresso che incombe, con ogni probabilità verranno ridisegnati gli equilibri interni del partito. Soprattutto in Sicilia, da sempre considerata un laboratorio politico in grado di testare determinati assetti e alleanze politiche da riproporre, nel caso “funzionino”, anche su scala nazionale.
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