Catania (Sc): «Chi attacca Monti è fuori. Mauro ha lavorato con Casini per andare verso Silvio»

21 ottobre 2013 ore 13:45, Francesca Siciliano
Catania (Sc): «Chi attacca Monti è fuori. Mauro ha lavorato con Casini per andare verso Silvio»
«Non credo si troverà un nuovo equilibrio all'interno del partito: in questa settimana verrà ufficializzata la rottura». Mario Catania, deputato montiano di Scelta civica, intervistato da IntelligoNews si scaglia contro l'operazione «di vecchia politica» promossa da Mauro e Casini al fine di «rientrare nell'orbita del Pdl». In un Pdl senza Berlusconi? «E chi può dirlo; loro intanto stanno facendo di tutto per riavvicinarsi all'ala di centrodestra». Onorevole Catania, cosa è successo all'interno di Scelta civica negli ultimi giorni? «Non è successo nulla negli ultimi giorni. Sarebbe meglio dire “quel che è accaduto negli ultimi mesi”. Alcuni dirigenti del partito, il ministro Mauro in particolare, hanno lavorato insieme all'Udc per portare Scelta civica a percorrere determinate strade. Strade che io, ovviamente, non condivido». Mauro già da tempo lavorava in questa direzione? «È evidente. Mauro già da tempo portava avanti questo disegno che negli ultimi giorni è venuto allo scoperto grazie alll'iniziativa degli 11 senatori che hanno voluto prendere le distanze da Monti». E adesso cosa dovrebbe fare (rispetto al governo e rispetto al partito)? «Adesso è necessario un chiarimento forte all'interno del partito. Mercoledì pomeriggio, infatti, si terrà l'Assemblea dei parlamentari di Scelta civica, alle 19». E il giorno prima, martedì, ci sarà un Direttivo. «Sì, ma il “momento della verità” sarà mercoledì. Comunque, attraverso questi due passaggi, dovrà esserci un chiarimento forte. Personalmente non credo ci sia la possibilità di una qualsiasi ricomposizione, la rottura è insanabile e non ci sono più i margini per ricucir nulla. Anzi: chi ha attaccato Monti si è già posto al di fuori di Scelta civica e farebbe bene a trarne le definitive conseguenze». Si contrapporranno due linee di pensiero nel corso dell'Assemblea prima e del Direttivo poi? «Esattamente: due linee e due posizioni molto distanti tra loro. Da un lato c'è l'idea riformatrice e di rinnovamento del Paese promossa da Monti; dall'altro c'è la vecchia politica che tende a ricreare un partitino da riportare nell'orbita del Pdl». In un Pdl de-berlusconizzato? «Lei è così certa che il futuro Pdl sarà de-berlusconizzato? Comunque, a mio avviso, Mauro e i suoi vogliono rientrare nell'orbita del Pdl poiché i loro interlocutori sono Alfano e Casini che ovviamente fa parte della stessa partita. Al di là delle chiacchiere e della balle che si raccontano a me sembra tutto molto chiaro: quella appena messa in atto è un'operazione di vecchia politica fatta su un calcolo di prospettiva. Tutto questo è lontanissimo dal modo in cui Monti, e tutta quell'ala di Scelta civica a lui più vicina, vogliono portare avanti». Cosa accadrà in questa settimana di fuoco? «Immagino che nel corso delle riunioni si formalizzerà la separazione ovvero quel che serve al partito. Ognuno poi farà il suo percorso, riprendendo a far politica come meglio ritiene. Quindi Mauro e compagni faranno la loro “brava” operazione di centrodestra con Alfano». E voi? «Continueremo a rivendicare una politica fatta in maniera diversa: dicendo la verità agli italiani e chiedendo le riforme di cui il Paese ha bisogno». Si aprirà anche la partita per la nuova leadership? «Prima va ufficializzata la separazione (compresa quella dei gruppi parlamentari con l'uscita dell'Udc). In seguito ovviamente ci saranno nuovi assetti e ognuno di noi farà le proprie valutazioni al fine di creare una nuova dirigenza. Ma questo è un passaggio successivo».          
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