Marazziti (Sc): «Il documento da sottoscrivere domani doveva essere scritto da tutti»

21 ottobre 2013 ore 15:19, Francesca Siciliano
Marazziti (Sc): «Il documento da sottoscrivere domani doveva essere scritto da tutti»
«In questa fase si dovrebbe ridurre il numero delle dichiarazioni che non fanno bene all'unità del partito». Inizia così la conversazione telefonica tra IntelligoNews e Mario Marazziti, deputato di Scelta civica. Poi decide di sbilanciarsi e di analizzare la situazione in cui versa il suo partito. Asse Mauro-Casini con Alfano per andare verso Silvio? «Ma assolutamente no: Mauro, essendo un ministro, ha tentato insieme ad Alfano (che è il vicepresidente del Consiglio) di tenere salda la tenuta dell'esecutivo, tutto qui». Nessuna scissione all'orizzonte, dunque: «Bisogna solo ritrovare l'unità di intenti». Dov'è il problema, dunque? «Alcuni miei colleghi di Scelta civica...» Onorevole Marazziti, andiamo subito al sodo: l'operazione Mauro ha sparigliato le carte all'interno del partito. E adesso? «Perché parla di un'operazione-Mauro?». Accordo Mauro-Casini con Alfano e l'ala del Pdl de-berlusconizzato. Non è così? (sospira) «Mi piacerebbe sgonfiare tutta questa vicenda. Mario Mauro fa parte del governo in cui vi sono il Pd e il Pdl e mi sembra normale che abbia voluto sostenerlo in maniera netta, chiara e decisa». Ma Monti, in pratica, ha detto che 11 senatori l'hanno tradito, non è vero neanche questo? «Quegli undici hanno chiesto un chiarimento a Monti poiché, soprattutto il gruppo al Senato, si era espresso in maniera diversa rispetto a determinate questioni». Quindi? «Quindi credo che cose di questo tipo, in un partito, avvengano. Non siamo, però, di fronte ad un'operazione di destabilizzazione interna». Non vi sarà la scissione? «Tra chi vuol portare Scelta civica in braccio a Berlusconi – facendola diventare la sua stampella - e chi invece la vuol salvare? Assolutamente no. Scelta civica è una sola e nessuno qui vuole andare con Berlusconi. Né Mauro né i senatori del documento degli 11. A mio avviso è in corso una “battaglia di fantasmi”». Alcuni suoi colleghi invocano le dimissioni di Mauro (perché troppo vicino al Pdl di Alfano) e sono convinti che entro pochi giorni (domani ci sarà il Direttivo e mercoledì l'Assemblea dei parlamentari di Sc) verrà ufficializzata la rottura interna. «Scelta civica ha subito un trauma dato dalle dimissioni di Monti che ci hanno destabilizzato. Mi colpisce però che alcuni colleghi possano credere che ci sia un gruppo che se ne voglia andare con Alfano e Berlusconi». Mauro ha incontrato Alfano e Berlusconi, perché? «Mauro è un ministro che ha incontrato Alfano che è il vicepresidente del Consiglio. C'era anche  Berlusconi che ha accompagnato Alfano, ma l'incontro è avvenuto in un luogo pubblico, sotto gli occhi di tutti e dove non c'era la possibilità di fare congiure. Il problema è un altro: Berlusconi, con i suoi problemi, è fortemente tentato di voler tornare ad elezioni per i problemi interni al suo partito (come è successo un mese fa quando minacciò di staccare la spina). Mauro, dunque, incontrandosi con il Cavaliere ha tentato di dare stabilità al governo; nulla a che vedere con il discorso di traghettare Scelta civica verso di lui, che è surreale. Questa versione è troppo forzata e senza fondamento: dovremmo iniziare noi stessi, dall'interno di Scelta civica, a cercare di smontarla poiché va contro gli interessi del partito e del Paese». E Casini? «Casini fa il suo lavoro. È alla ricerca, con il suo partito, di un'identità e vuol schierarsi con il Ppe, cosa che dice anche Monti». Chi ha montato questa vicenda, dunque, la stampa? «Il problema non è tanto chi ha montato questa vicenda: qui bisogna capire solo da che parte sta Scelta civica, se deve destabilizzare o sostenere il governo, seppur in maniera critica. Per questo le ripeto: dovremmo tutti quanti abbassare i toni e capire quel che succederà al Paese. Io, personalmente, sono dell'idea di dover continuare a dare il sostegno a questo governo poiché (così pure come il precedente guidato da Monti) è il migliore possibile e noi ancor più di Pd e Pdl  dobbiamo sostenerlo». Alla luce di tutto questo come spiega le dimissioni di Monti? «Monti è una risorsa unica per l'Italia, per l'Europa e per Scelta civica, ma non saprei dirle perché ha compiuto un gesto così estremo come quello di lasciare il partito. Non ho un'interpretazione di ciò che è avvenuto, ne prendo semplicemente atto con sofferenza. Ma ora dovremo essere noi, talmente bravi, a trasformare un momento di difficoltà come questo in un momento di crescita». Ci riuscirete? (sospira) «Ho letto una nota diffusa da Della Vedova, il nostro portavoce, in cui si afferma che domani verrà presentato un documento da approvare a maggioranza nel corso del Direttivo. Non capisco perché è stato scritto questo documento dal momento che prima bisogna parlare per capire le diverse intenzioni alla base di ritrovare l'unità. Non è questo il modo in cui si ritrova l'unità... e questo atteggiamento mi sa tanto da vecchia politica».            
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