Partito della nazione, De Benedetto (Fi): "E' Renzi a seguirci. Mi piacerebbe che noi, FdI e Lega, mentre a Ncd dico..."

21 ottobre 2014 ore 14:39, Lucia Bigozzi
Partito della nazione, De Benedetto (Fi): 'E' Renzi a seguirci. Mi piacerebbe che noi, FdI e Lega, mentre a Ncd dico...'
“Renzi spieghi come fa a tenere insieme Sel e Sc. Il partito della nazione evoca il disegno casiniano che non ha fatto una bella fine”. Federica De Benedetto, 29 anni, la più votata under 30 alle elezioni europee (ventimila preferenze), con Intelligonews analizza la situazione nell'altro campo dove Renzi vuole pescare: il centrodestra. E sul caso Storace dice…
Il partito della nazione di Renzi è il partito degli italiani di Berlusconi? «No. Ad oggi, il partito della nazione è una metafora giornalistica. La mia impressione è che noi stiamo interpretando le parole di Renzi dietro alle quali, come spesso accade, non c’è nulla di programmatico e di concreto. Insomma, si analizzano i suoi annunci, un po’ come accade per le sue riforme. Renzi vuole allargare il centrosinistra da un lato a Sel e dall’altro a Scelta Civica per ampliare la coalizione di centrosinistra nel tentativo di arrivare al 51 per cento dei consensi: mi sembra un’operazione politica strumentale per portare più avanti possibile la durata del governo e francamente poco credibile e utile per gli italiani, perché si riunirebbero sotto la stessa bandiera persone con un’eredità politico-culturale comunista e persone con un’impronta decisamente liberale come gli esponenti di Sc. A Renzi domando: come fa a tenere insieme due pensieri così distanti e soprattutto a tradurre la sintesi in leggi in parlamento e voti tra l’elettorato? ». Ma non temete che l’operazione di Renzi svuoti elettoralmente il centrodestra e Fi? «Io ho 29 anni e nella mia esperienza ho verificato che da sempre è la sinistra a inseguire il centrodestra, non viceversa. Il partito della nazione di Renzi evoca una eredità, una tradizione casiniana che non mi pare sia finita benissimo. Non vedo nulla di innovativo nell’operazione del leader del Pd e non credo che il centrodestra si farà dettare l’agenda o le azioni finalizzate al rinnovamento da quello che fa o dice Renzi. Sicuramente una cosa c’è: Renzi sta puntando all’elettorato moderato del centrodestra e lo si è visto chiaramente anche domenica scorsa nell’intervista con la D’Urso. Quindi da un lato chiama Sel e Sc dall’altro vorrebbe i voti dei moderati del centrodestra. Il risultato è che dovrà scendere a compromessi perché con Sel e Sc come terrà i moderati? Gli elettori di centrodestra sanno di essere rappresentati molto di più e meglio ideologicamente e soprattutto politicamente dalla nostra coalizione, non certo da quella che vuole costruire Renzi». Ma che sta facendo Fi e che fine farà stretta tra il partito della nazione populista (Lega e FdI) e Ncd? «Forza Italia sta vivendo un momento di grande discussione e di progettualità politica. In questa fase, ad esempio Alessandro Cattaneo sta facendo un lavoro molto importante sui territori e non è certo casting come hanno malignato alcuni suoi detrattori. Si tratta, invece, di un tour attraverso il paese per parlare con amministratori, militanti come me, simpatizzanti, appassionati di politica per far emergere non solo e non tanto facce pulite, ma persone con storie di competenza e credibilità. Cosa tutto questo produrrà non posso dirlo oggi, vedremo le prossime evoluzioni. Di certo, oggi c’è un grande fermento dentro il centrodestra. Ricordo solo che negli ultimi sei mesi sono state organizzate da Milano a Cellino San Marco un numero consistente di iniziative, manifestazioni come da qualche anno non si vedevano e la gente dimostra di voler partecipare, di voler portare il proprio contributo. Insomma c’è una grande mobilitazione spontanea che mi fa credere fortemente che siamo sulla strada giusta. Io ho partecipato ad alcune di queste iniziative, in gran parte autofinanziate come accaduto a Cellino per l’evento promosso da Gabriele Elia. In ogni occasione di confronto il tratto comune è la voglia di discussione e anche un sentimento di rivalsa, di orgoglio del centrodestra». Da Salvini alla Meloni: non rischiate il ‘sorpasso’ o la “riserva”? «Ci sono argomenti comuni. Salvini e Meloni sono due interlocutori non solo credibili ma capaci di dare un contributo importante alla coalizione di centrodestra sui contenuti, non solo sui voti. Mi piace molto pensare – ed è la mia opinione personale – che Fi, Lega e Fdi siano parte attiva di questo nuovo schieramento». Non ha citato Ncd: casualità o no? «Con Ncd bisognerebbe instaurare un confronto sul recente passato per chiarire tutte le vicissitudini che hanno portato alla rottura da parte di Alfano e sulle quali fare chiarezza. Non solo: Ncd sta tenendo posizioni ambigue e lo vediamo in vista delle regionali: sta un po’ col centrodestra e un po’ col Pd. Il centrodestra potrebbe fare a meno di Ncd; non credo il contrario». Storace come Guareschi? «La mia opinione personale mi fa stare dalla parte di Storace: sarebbe veramente inammissibile una condanna. Se ci saranno delle mobilitazioni a sostegno di Storace io le condividerò». Il tweet di Gasparri sulla ragazza grassa ha sollevato un vespaio di polemiche. Secondo lei quel tweet è giusto o sbagliato? «Commentare l’aspetto fisico delle persone non è giusto e nemmeno meritocratico ma mi ha fatto strano vedere come i detrattori di Gasparri che hanno commentato sulla rete, si siano concentrati di più sulla “grassa” che sulla “drogata”. Mi domando se non siano espressione di un mondo coi valori un po’ al contrario, un po’ sballati». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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