I New Trolls piangono Giorgio D'Adamo. Con una lettera destò scalpore

21 ottobre 2015, Andrea De Angelis
I New Trolls piangono Giorgio D'Adamo. Con una lettera destò scalpore
I New Trolls hanno perso il loro fondatore. Si è spento a Genova Giorgio D'Adamo, lo storico bassista e fondatore dei New Trolls. L'annuncio è stato postato sulla sua pagina Facebook dai figli Fabrizio e Camilla ed ha già centinaia di condivisioni.

Malato ormai da tempo, D'Adamo era entrato a far parte della band alla sua nascita, nel 1967, insieme a Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Mauro Chiarugi.
Il bassista lasciò il gruppo pop-rock nel 1972. L'anno precedente D'Adamo aveva preso parte con la band alla realizzazione di "Concerto grosso per i New Trolls", un lavoro considerato ancor oggi uno dei dischi di rock italiano più importanti di sempre.

I funerali si svolgeranno il 21 ottobre a Genova alle 11.45 nella chiesa di Santa Teresa Bambin Gesù in via Guerazzi.

Cinque anni fa D'Adamo scrisse una dura lettera, da molti fan considerata necessaria e forse addirittura tardiva, al suo ex compagno di band Ricky Belloni, entrato nel gruppo genovese nel 1976.
La polemica era relativa alla paternità del marchio New Trolls, da cui sono derivate azioni legali, polemiche, fino alla decisione del tribunale di Genova che lo ha reso inutilizzabile.
I membri storici della band, come noto, si sono così divisi in due: da una parte Vittorio De Scalzi, con D’Adamo, Nico Di Palo e Giovanni Belleno hanno fondato La Leggenda New Trolls, mentre gli altri ex componenti, guidati da Ricky Belloni, hanno chiamato il nuovo gruppo Il Mito New Trolls.

I New Trolls piangono Giorgio D'Adamo. Con una lettera destò scalpore
Ecco il testo integrale della lettera scritta da D’Adamo a Belloni nel 2010.

Caro Ricky,
o forse sarebbe ormai il caso di rivolgersi a te come “Egregio Sig. Belloni”…
Mi ero ripromesso, all’inizio di questa vicenda, di non rispondere alle tue ripetute provocazioni, impegno che fino ad oggi ho mantenuto, non ritenendo dignitoso scendere ad un livello di liti da cortile, ma mi sembra che tu abbia scambiato questo silenzio per un atteggiamento di comprensione ed acquiescenza nei tuoi confronti.
Ma c’è un punto di non ritorno, e mi pare che tu adesso abbia oltrepassato ogni limite.
E’ il caso dunque che io ti ricordi come stanno esattamente le cose, poiché credo che tu, per convincerti di avere ragione, abbia dovuto modificare la storia del nostro gruppo di cui è invece opportuno andare a rispolverare le origini.
Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Giorgio D’Adamo si incontrano alla fine del 1965 e cominciano a fare musica insieme. Tu non c’eri.
Scrivono insieme e pubblicano decine di dischi: Sensazioni, Visioni, Davanti agli occhi miei, Una miniera, La prima goccia bagna il viso, e cento altri che cominciano ad incontrare il favore di pubblico e critica. Tu non c’eri.
Incontrano Giampiero Reverberi e Fabrizio De André e scrivono insieme ed incidono Senza orario e senza bandiera. Tu non c’eri.
Partecipano a diverse edizioni di Un disco per l’estate, Cantagiro, Festival di Sanremo, Festival di Venezia, Cantaeuropa con enorme successo. Tu non c’eri.
Incontrano Sergio Bardotti e Luis Enriquez Bacalov, scrivono ed incidono Concerto Grosso per i New Trolls, di cui vendono oltre un milione di copie. Tu non c’eri.
Scrivono e registrano diverse sigle per importanti programmi televisivi, anche del Sabato sera. Tu non c’eri.
Sono stati 10 anni di amore del nostro pubblico, di successi, di viaggi, di fatica, di esperienza, di incontri musicali importanti e vitali per il nostro domani. Tu non c’eri.
Nel 1976, dieci anni dopo la fondazione del gruppo, sei stato chiamato a farne parte, caldamente voluto da me e da Gianni Belleno, avendo noi tre condiviso l’esperienza del tour con Fabrizio De André.
Da allora, se ben ricordo, avevamo messo in atto la regola di firmare tutti le canzoni non importa scritte da chi di noi, in modo da poter scegliere i pezzi da incidere senza motivazioni che potessero riguardare il proprio interesse personale.
Mi risulta che tu abbia bene sfruttato questa regola, perché in realtà hai avuto un parte di autore molto limitata nella stesura di Quella carezza della sera e di pochi altri pezzi minori, passati poi nel dimenticatoio.
Ma non voglio polemizzare su questo; se anche il tuo contributo a Quella carezza della sera fosse stato superiore a quanto io mi ricordi, pensi che solo questo ti autorizzi ad essere un “New Trolls”‘?
Ti ricordo che personaggi ben più autorevoli di te, musicalmente parlando, hanno scritto musica e parole per noi: Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Sergio Bardotti, Luis Enriquez Bacalov… Nessuno di loro si è mai sognato di arrogarsi il diritto di essere un New Trolls!
E veniamo ad un passato più recente.
Sai bene che quando abbiamo ricostituito il gruppo è stata offerta anche a te la possibilità. Tu hai scelto di non farne parte. Scelta che noi tutti abbiamo rispettato, pensando che fosse un legittimo desiderio di portare avanti un altro progetto, e nessuno ti potrebbe ora criticare se questo fosse stato il tuo scopo.
Ma quale progetto? Quale musica? Quale desiderio di fare una esperienza musicale diversa?
Tu vai in giro a suonare la NOSTRA MUSICA, non la tua (se c’è). E allora perché ti indigni se ti chiamano cover band? E’ esattamente quello che fai.
Il fatto che ti abbiano portato a firmare il deposito del nome, in un breve periodo in cui collaboravi con una parte del gruppo originale, pensi che ti dia davvero dei diritti di paternità musicale che non hai acquisito nella vita e sul palco?
Perché non dimostri le tue capacità suonando la tua musica, ripeto, se ce l’hai, invece di andare in giro vendendo te e la tua band per un gruppo che non siete adesso e che non siete mai stati nel passato?
Perché, allora, le persone per le quali lavori vendono il nome New Trolls e poi mandano le foto di De Scalzi, Di Palo, Belleno e D’Adamo anziché la tua?
Di questo ci sono le prove e non lo puoi negare.
Questo significa deludere le aspettative del pubblico e creare a noi un gravissimo danno di immagine.
Credo che un minimo di vergogna dovresti provarla, per lo meno nel criticare gli altri con modi offensivi, come hai fatto recentemente e ripetutamente, ed in qualche caso anche irrispettosi delle altrui tragedie di vita.
Vai pure per la tua strada, Ricky Belloni, ma, se ne sei capace, cerca almeno di percorrerla da uomo.

Giorgio D’Adamo

La risposta di Ricky Belloni non si fece attendere, come prevedibile. Cliccando qui è possibile leggerla nell'articolo del Corriere della Sera del 2010.
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