Sanzioni europee alla Russia, ora si contano i danni per l'Italia

21 ottobre 2015, Luca Lippi
Sanzioni europee alla Russia, ora si contano i danni per l'Italia
La Russia ha i mezzi per pagarsi l'isolamento in cui gli USA stanno cercando di chiuderla. In ogni caso Mosca dimostra di ragionare in termini non meno globali di quelli americani. Putin non intende arretrare di un solo passo. Chiuse, per un anno, tutte le importazioni di ogni tipo di generi alimentari da Stati Uniti, Europa, Australia, Canada, Norvegia. Niente più importazioni di carne, pesce, latte e latticini, frutta e verdura, tanto gli USA perdono poco, ma gli europei perdono molto! A occhio e croce una ventina di miliardi di euro. Solo l’Italia stima una perdita di circa un miliardo.

La strategia è ovviamente  obsoleta, Putin ha il bacino Brics cui rivolgersi per rimpiazzare le limitazioni sanzionatorie di Obama ormai ai limiti dell’impopolarità (solo il 40% dei suoi sudditi lo approva), nel frattempo Putin allarga la platea dei partner commerciali e così, terminate le sanzioni, sarà ancora più complicato riconquistare quote di mercato faticosamente “conquistate” da Paesi come l’Italia! 

Dunque le sanzioni europee nei confronti della Russia hanno funzionato! Oggi Rosselkhoznadzor, l’ente russo per i controlli fitosanitari, ha annunciato che molto presto sugli scaffali dei negozi del paese sarà disponibile il formaggio iraniano. Secondo quanto riportato da diversi media russi, Aleksei Alekseenko, funzionario di Rosselkhoznador, ha annunciato che controlli effettuati sui formaggi della Repubblica islamica hanno avuto esito positivo.
Dice Aleksei Alekseenko: “Ora si deve firmare un protocollo specifico sulle condizioni della consegna e la garanzia della sicurezza del prodotto e si inizieranno le consegne”. 

Da circa un anno la Russia, in risposta alle sanzioni economiche varate dai paesi dell’Ue, ha vietato l’importazione di alcuni prodotti alimentari europei, tra i quali il nostro parmigiano. Che sarà sostituito, per l’appunto, proprio dal formaggio made in Teheran. Ottima scelta quella di assecondare la follia statunitense; il vecchio continente pieno di tradizione e cultura non ha ancora capito, come Mosca e Pechino, che l'America non ce la fa più a tenere in riga il mondo intero sia per questioni economiche sia per questioni politiche, assecondarli è una follia senza precedenti.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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