Pensionato uccide ladro, Bruzzone: "Rischi e motivi dell'armarsi e sparare"

21 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Pensionato uccide ladro, Bruzzone: 'Rischi e motivi dell'armarsi e sparare'
Ha ucciso con un colpo di pistola un ladro di 28 anni entrato nella sua casa di Vaprio D’Adda, in provincia di Milano. A sparare è stato un pensionato di 65 anni, Francesco Sicignano, che avrebbe raccontato di essere esasperato dai continui furti e adesso è indagato a piede libero per omicidio volontario. 
Rispetto a una prima ipotesi di eccesso colposo in legittima difesa, la Procura di Monza ha formulato la nuova contestazione una volta accertato che il giovane era disarmato.
Il caso di cronaca è subito diventato politico con il commento del segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Ha fatto bene il pensionato a sparare e a difendersi, l’uomo che era entrato nella sua casa se l’è cercata”. Mentre il governatore Roberto Maroni ha annunciato con un tweet che “la Regione Lombardia si accollerà le spese di difesa del pensionato che, per legittima difesa, ha sparato al ladro romeno entrato in casa sua”.
IntelligoNews ne ha parlato con la criminologa Roberta Bruzzone, affrontando anche il tema dei tagli alla sicurezza e del rischio di farsi giustizia da soli...

Da un mero caso di cronaca, la vicenda sta diventando politica. C'è il rischio di strumentalizzare quanto successo?

«Il rischio che venga strumentalizzata è reale, del resto accade sempre così in Italia per omicidi di questo tipo». 

Facciamo il punto per quanto attiene l'aspetto giuridico. 

«Lo scenario in cui si è trovato il pensionato nel momento in cui ha ucciso il ladro configura l'ipotesi di omicidio volontario. La difesa è stata cioè decisamente sproporzionata dal rischio effettivo anche perché il ladro non era armato. Comprendo che la paura faccia un brutto effetto e dunque abbia portato questa persona a sentirsi in maniera assolutamente legittima in pericolo di vita, ma in questo caso è evidente che ha agito, rispetto all'entità del rischio reale, in modo sproporzionato. Un conto cioè è rispondere in maniera violenta davanti a una minaccia evidente, altra dinanzi a una persona disarmata».  

Trova corretto fare oggi un ragionamento sui tagli alla sicurezza? I due argomenti coincidono?

«Certamente, soprattutto in questo tipo di prospettiva. C'è una sensazione di insicurezza diffusa, di paura che porta inevitabilmente a trovare soluzioni fai da te per difendersi, temendo di non essere tutelati dalle forze che invece sono deputate a farlo. I tagli alla sicurezza hanno avuto, hanno e temo avranno delle ripercussioni in questo senso. La scelta di armarsi e di sparare può derivare anche da questo e molti adottano questo tipo di impostazione: meglio un brutto processo che un funerale». 

Pensionato uccide ladro, Bruzzone: 'Rischi e motivi dell'armarsi e sparare'
Intanto la Regione Lombardia dice di essere pronta ad accollarsi le spese legali del pensionato. Forse sarebbe il caso di investire prima risorse e denaro?

«Secondo me una Regione non può fare dichiarazioni di questo genere...». 

Le ha fatte il governatore Maroni su Twitter. 

«Io non conosco lo scenario in cui ha sparato, ma non può essere una realtà istituzionale a fare affermazioni di questo genere. Non comprendo perché non si agisce nello stesso modo nei confronti di altre persone che hanno agito e ucciso in maniera assolutamente simile allora». 

Intanto sotto casa dell'uomo cori di incitamento al grido di "sei uno di noi". Al di là di questo, c'è comunque un sentimento diffuso di sostegno a coloro i quali si fanno giustizia da soli e se sì perché?

«Sicuramente, ormai si respira quest'aria. Oggi come oggi, proprio perché c'è un senso diffuso di solitudine dinanzi al pericolo, c'è la tentazione di eleggere a simboli, anche di un disagio sociale, persone che si fanno giustizia da sole. Questo tipo di individui, anche comprensibilmente, vengono viste come novelli eroi. Attenzione però perché un simile messaggio è pericoloso: se un cittadino si sente legittimato a fare una cosa del genere perché tanto poi politicamente interviene qualcuno pronto a strumentalizzare la vicenda, diventa in qualche comodo rifugiarsi in questo tipo di scelta».  


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