Netanyahu choc sull’Olocausto, Allam: "Hitler, Gran Muftì e ... Putin. Ecco cosa penso"

21 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Netanyahu choc sull’Olocausto, Allam: 'Hitler, Gran Muftì e ... Putin. Ecco cosa penso'
“Netanyahu non è pazzo che se ne esce con delle sortite: penso che parli con cognizione di causa. Del resto, è un fatto storico acclarato che il Gran Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini sia stato uno stretto alleato e amico intimo di Hitler”. Muove da una premessa storica, l’analisi di Magdi Cristiano Allam, editorialista de Il Giornale, sulle dichiarazioni choc del premier israeliano. Nella conversazione con Intelligonews ricostruisce il quadro di riferimento di allora e di oggi, ai tempi dell’Isis. Con una sottolineatura sul ruolo di Putin “unico leader che sta combattendo seriamente il terrorismo islamico”. 

Come commenta le parole di Netanyahu su Hitler e il Gran Muftì? 

«Io immagino che Netanyahu parli con cognizione di causa, che abbia dei documenti; non è pazzo che se ne esce con delle sortite: è il capo del governo di Israele che più di altri ha a cuore la causa degli ebrei nel mondo. E’ un fatto storico acclarato che il Gran Muftì di Gerusalemme Haj Amin Al-Husseini sia stato uno stretto alleato e un amico intimo di Hitler; è stato rifugiato e ospite di Hitler, si era costituita una brigata araba che ha combattuto con i nazisti e che ha partecipato anche allo sterminio degli ebrei. Questi sono fatti storici acclarati. Dopodichè, io ritengo che Netanyahu illustrerà la documentazione storica su cui si fonda la sua dichiarazione, ma non vedo nella sua affermazione un motivo attenuante rispetto alle atrocità di Hitler. Non è che Hitler è più buono per il fatto che l’idea gli sia stata suggerita dal Gran Muftì di Gerusalemme: l’Olocausto è opera di Hitler e i sei milioni di ebrei sterminati, pesano sulla coscienza della Germania nazista. I dati ci sono tutti per supportare la tesi di Netanyahu».

A questo punto si sovvertono i giudici storici e morali sul passato. Secondo lei il vero pericolo è l’Islam?

«Non si tratta di riscrivere la storia, si tratta di conoscerla. Noi purtroppo ignoriamo la storia; l’Europa nasce con una identità cristiana, proprio per la volontà di contrastare l’espansionismo islamico che in meno di 200 anni dopo la morte di Maometto, avvenuta nel 632, aveva sottomesso all’Islam popolazioni al 98 per cento cristiane sulla sponda orientale e meridionale del Mediterraneo; aveva invaso la Spagna dove rimase per diversi secoli, aveva invaso la Sicilia dove rimase per due secoli, aveva creato avamposti in tutt’Europa. Ricordiamo che nell’ 830 e 846, per due volte, gli islamici invasero Roma e saccheggiarono la basilica di San Pietro. La storia dà conto della volontà di islamizzare l’Europa, ma noi ce lo siamo dimenticati e quello che sta avvenendo oggi di fronte a casa nostra, in Libia, Siria, Iraq ma anche nella stessa Europa con la strategia dell’islamizzazione portata avanti attraverso la proliferazione delle moschee, è la continuità della strategia della Jihad, della guerra santa islamica, perché l’Islam non ha mai abbandonato l’obiettivo di affermarsi come unica religione nel mondo»

C’è chi parla di “nazismo islamico”. Qual è la sua valutazione?

«Non c’è un Islam moderato e un Islam violento. Mentre il nazismo è l’aberrazione di quella che è la nostra civiltà, l’Islam è sempre stato così. Poi, ci sono state fasi storiche in cui i musulmani si sono dotati di regimi di stampo laico e socialista che ha accantonato l’applicazione dell’Islam come previsto nel Corano, facendo prevalere la dimensione laica, come nel caso del ventennio di Nasser in Egitto dove io sono nato e cresciuto. Tuttavia la realtà è stata sempre quella di sottomissione; ricordiamoci le parole di Benedetto XVI a Ratisbona che ne parlò evocando l’imperatore bizantino Manuele II Paleologo»

Non c’è il rischio che con la motivazione dell’Isis venga condotta una guerra per “conto terzi”, cioè con Obama e contro Putin?

«Obama, che considero il peggior presidente degli Usa che ha sdoganato l’Islam continuando a presentarlo come una religione di pace, ha compiuto il grande errore di favorire le primavere arabe che, di fatto, sono state un colpo di mano contro i regimi che, pur essendo autoritari, erano regimi laici, come quelli di Gheddafi o Saddam Hussein. A me non sono mai piaciuti e sono stato incluso nella lista nera dei nemici da eliminare fatta stilare sia da Saddam Hussein che da Gheddafi, ma quello che sta accadendo oggi con la presenza dei terroristi islamici in Siria, con il sedicente Califfato in Libia, è cosa peggiore rispetto al passato. Detto questo, fatico a immaginare che Obama usi l’Isis per combattere Putin. Mi auguro che una super-potenza come gli Stati Uniti - magari con un altro presidente – si ravveda e comprenda che il nemico comune è il terrorismo islamico. Dobbiamo ringraziare Putin, l’unico leader che combatte decisamente il terrorismo islamico ed è l’unico ad aver capito una cosa fondamentale».

Quale? 

«Se vogliamo sconfiggere l’Isis e riscattare un territorio grande quanto la Gran Bretagna, è necessario l’esercito di terra. E l’unico esercito in grado di farlo – piaccia o non piaccia – è l’esercito regolare siriano che fa riferimento al regime, legittimo, di Assad».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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