Convention Manif, Martone (La Croce): "Dall'aborto al gender, il male attacca la donna"

21 ottobre 2015, Andrea De Angelis
Il 17 ottobre, a Roma, la Manif pour Tous Italia ha riunito intellettuali, giornalisti, docenti, economisti e professionisti a vario titolo presso il Teatro Adriano, per determinare le tappe di una grande mobilitazione nazionale. 
Alla presenza di centinaia di sostenitori, l'associazione ha inoltre aggiornato il proprio nome in “Generazione Famiglia”, per significare l'importanza di dare il via a un nuovo grande movimento di popolo schierato coi diritti naturali della famiglia e dei nascituri.
IntelligoNews ne ha parlato con Gianluca Martone, giornalista de La Croce Quotidiano, diretto da Mario Adinolfi...

Convention Manif, Martone (La Croce): 'Dall'aborto al gender, il male attacca la donna'
Quanto conta l'informazione sui temi legati alla famiglia?

"Stiamo assistendo ad un martellamento impressionante dei mass media sulle unioni civili. La gravità di quanto si sta verificando non è nient'altro che l'ultimo tassello di un processo avviatosi negli anni '70 con il divorzio e l'aborto. Siamo all'ultimo stadio dell'attacco alla famiglia, alla dignità umana. Un concetto questo emerso con chiarezza alla convention della Manif pour Tous. Un attacco diretto alla famiglia, alla donna e in particolare al bambino che diventa un prodotto commerciabile. Un qualcosa di abominevole". 

Mi sta paragonando il divorzio all'aborto o all'utero in affitto?

"Naturalmente bisogna fare delle differenze, ma il nocciolo della questione è sempre lo stesso. Un concetto che ha toccato bene Gotti Tedeschi nel suo intervento alla convention, così come Costanza Miriano. Il sistema di potere ha voluto attaccare negli ultimi anni la donna, soprattutto con l'aborto ed è questo un attacco alla vita. La protagonista è sempre la donna che viene usata come oggetto per poter praticamente essere madre gestante di un bambino che è merce di scambio". 

Cosa non va del Ddl Cirinnà?

"Siamo davanti a un matrimonio mascherato, basta leggere l'articolo 3 al comma 1. Praticamente vengono attribuiti alla coppia che contrae l'unione civile gli stessi diritti del matrimonio. Questo non possiamo accettarlo". 

Perché oggi, dunque, un cattolico dovrebbe essere impegnato in prima linea in quella che, mi sembra di capire, vede come una vera e propria battaglia?

"Nel risponderle mi piace citare una frase presente nel libro di Ratzinger 'Rapporto sulla fede', con l'allora cardinale intervistato da Vittorio Messori. Un monito il suo che oggi risuona come insegnamento. Diceva Ratzinger: "Non sono i cristiani che si oppongono al mondo, ma è il mondo che si oppone loro. Il mondo si rivolta quando il peccato e la grazia sono chiamati con il loro nome. Bisogna ritrovare il coraggio dell'anticonformismo, la capacità di opporsi". Questo è l'essenza del messaggio: il coraggio di lottare per dei valori non negoziabili che non possono essere mercificabili. Il mio caro amico Gianfranco Amato nelle sue conferenze è solito ripetere questa frase: "La fede a costo zero è finita". Dobbiamo chiederci quanto siamo disposti a perdere per i valori in cui crediamo".


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