Siria, tra Assad e Putin quella telefonata col re saudita Salman e il ruolo del Qatar

21 ottobre 2015, intelligo
Siria, tra Assad e Putin quella telefonata col re saudita Salman e il ruolo del Qatar
Mentre la visita di Assad al presidente russo Vladimir Putin ha acceso commenti e i retroscena fioccano, si viene a sapere di una telefonata del leader russo con il re saudita Salman dell'esito della visita a Mosca del presidente siriano Bashar al-Assad. Lo ha annunciato il Cremlino, con una nota rilanciata dall'agenzia Interfax. Putin, principale alleato di Assad e impegnato in raid aerei in Siria, ha avuto un colloquio telefonico anche con l'omologo turco Recep Tayyip 
Erdogan, che come re Salman chiede che Assad lasci il potere.

Ma Putin sembra rispondere a tutti (al telefono) e a nessuno (nella realtà). 

Intanto il Qatar, tra i maggiori sostenitori dei ribelli in Siria, si è detto pronto a intervenire militarmente nel Paese dopo il lancio dei raid russi a sostegno del regime di Bashar al-Assad, anche se ha confermato di preferire una soluzione politica della crisi. In un'intervista rilasciata alla Cnn, il ministro degli Esteri del Qatar Khalid al-Attiyah ha detto che ''siamo pronti a fare qualsiasi cosa a tutela del popolo siriano e contro la divisione dellaSiria, con o senza il sostegno dei nostri fratelli sauditi e turchi''.In un intervento pubblicato sul sito della Cnn in arabo e rilanciato dall'agenzia di stampa qatariota Qna, il ministro ha detto che ''se unintervento militare proteggerà il popolo siriano dalla brutalità del regime, noi lo faremo''.

In risposta, il vice ministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad ha detto alla televisione al-Mayadeen che ''se il Qatar mette in atto la sua minaccia di intervento militare in Siria, allora la considereremo un'aggressione diretta. La nostra risposta sarà molto dura''.

Attiyah ha comunque detto che il Qatar preferisce risolvere le crisi regionali attraverso il dialogo politico. ''Non abbiamo paura del confronto e per questo invochiamo il dialogo da una posizione di forza, perché noi crediamo nella pace. E la via più breve per raggiungere la pace è attraverso il dialogo diretto''.

  
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