Manzini fra libreria e tv con badante moldava e poliziotto Schiavone

21 ottobre 2016 ore 10:45, Americo Mascarucci
E’ uscito ieri presso Chiarelettere il  nuovo romanzo di Antonio Manzini, sceneggiatore e scrittore, celebre per i suoi gialli costruiti attorno al personaggio del vicequestore Rocco Schiavone.
Si intitola Orfani Bianchi ed è un romanzo molto diverso dai precedenti. E' più simile ad un'inchiesta giornalistica anche se i canoni del romanzo e lo stile tipico dell'autore sembrano confermati. 
Protagonista del nuovo romanzo è Mirta, una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. 
Mirta si trova ad accudire persone anziane vicine alla morte accompagnandone il trapasso e quindi unendo al dolore per ciò che ha lasciato lontano, alla sofferenza del momento. Il tutto con l'idea di poter un giorno riabbracciare il figlio e avere un futuro con lui.
"Volevo misurarmi con un personaggio femminile. Una donna unica con una vita difficile che per trovare un angolo di serenità è pronta a sacrifici immensi - ha dichiarato l’autore.
Mirta viene in Italia per prendersi cura degli anziani. Il denaro guadagnato le serve per aiutare il figlio adolescente e i genitori rimasti nel suo paese natio. Le vicende sono raccontate direttamente da Mirta, attraverso le e-mail che invia al figlio e alle amiche, e in cui racconta le sfide quotidiane a cui si sottopone.

Tutto questo mentre Rocco Schiavone approda in tv, nella serie di Rai2 in onda dal 4 novembre in sei puntate per la regia di Michele Soavi con Marco Giallini.
Manzini fra libreria e tv con badante moldava e poliziotto Schiavone
Pare sia molto piaciuta a Manzini che firma la sceneggiatura con Maurizio Careddu. 
"Sono felicissimo. E' stato fatto un bellissimo lavoro. Giallini era il più adatto a interpretare Schiavone, gli assomiglia. La prima volta che lo ho incontrato mi ha detto: 'lo hai scritto pensando a me questo romanzo? Non era così, ma lui se lo sente davvero addosso questo personaggio. Tutti hanno fatto le cose sul serio - dice Manzini - e precisa che dipenderà dal pubblico se ci sarà una seconda serie". 


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