Loach "kafkiano" al cinema: chi è "Io, Daniel Blake" [VIDEO]

21 ottobre 2016 ore 11:10, intelligo
La "Palma d'Oro" arriva al cinema. Dopo aver vinto il Festival di Cannes arriva infatti nelle sale "Io, Daniel Blake". Il film, di Ken Loach, racconta di uomo di cinquantanove anni di Newcastle che ha sempre lavorato come falegname. Il medico gli riscontra dei problemi cardiaci e Daniel per la prima volta nella sua vita deve fare ricorso all'assistenza sociale. Certificato come "disabile", ovvero impossibilitato ad avere un'occupazione stabile, fa richiesta del riconoscimento dell'invalidità con il relativo sussidio ma questa viene respinta. Nel frattempo incontra Katie, madre single di due bambini costretta ad accettare un alloggio a 450 chilometri da Londra per non abitare in un ostello. Morsi dalle aberrazioni amministrative della Gran Bretagna di oggi, i due si aiutano a vicenda divisi tra coloro che lavorano duramente e chi sfrutta i sussidi statali.

Loach 'kafkiano' al cinema: chi è 'Io, Daniel Blake' [VIDEO]
Sullo sfondo la retorica tipica dell'Inghilterra contemporanea che vuole la popolazione divisa in chi lavora duro e chi sfrutta i sussidi pur di non lavorare.
Una retorica che Loach smonta pezzo dopo pezzo portando alla luce una verità volutamente nascosta e ignorata. Quella dei banchi alimentari appunto, delle code agli uffici di collocamento, dei malati terminali dichiarati abili al lavoro, dei contratti zero ore o degli anziani tormentati dalla complessità di un sistema che non capiscono e dalle nuove tecnologie. I vulnerabili, la gente di strada e gli “offesi”, sui quali Loach getta, come sempre, il suo sguardo pieno di infinita umanità restituendo loro una dignità e un'identità individuale, che lo Stato, cosiddetto sociale, gli ha sottratto.

Il regista conferma che si tratta proprio di raccontare persone che stanno lottando per sopravvivere. La sua ricerca è cominciata provo dove il problema si concretizza, in una piccola città. Loach con lo sceneggiatore Paul Laverty è andato nella città natale di Nuneaton, nelle Midlands: presso un’associazione sociale ha incontrato un gruppo di persone, le quali per vari motivi non trovano lavoro. Una giovane ha mostrato la sua stanza in una casa occupata da altri: “era degno di Dickens” ha commentato il regista. C'era un materasso sul pavimento, un frigorifero vuoto, la donna affermò che la settimana precedente non aveva mangiato per quattro giorni. Un’altra persone era stata contattata alle 5 del mattino per andare in magazzino alle 6 del mattino, pur non avendo mezzi di trasporto.

“È questa costante umiliazione che volevo raccontare - dice Laoch - che evoca una sensazione di insicurezza costante”. La stessa “Por Laws” (legge sugli indigenti) nacque nel XVI secolo, destinata a concedere aiuti finanziari ai più poveri. Poi se ne abusò: “Le istituzioni politiche hanno deliberatamente usato la fame e la povertà come leva per costringere la gente ad accettare salari molto bassi ed estremamente precari. Ciò accade anche in tutta Europa e nel resto del mondo”.

Nel film echeggia un tema kafkiano, quello del governo oppressivo, con un’amministrazione che tende a inabissare le minime speranze. L’attore Dave Johns afferma che per entrare nel personaggio è andato in un luogo a Byker, sotto il ponte dove i senzatetto e le persone che hanno difficoltà sociali possono andare a riparare i mobili: “ho trascorso due giorni lì, ho imparato a fabbricare i pesci che Dan ama scolpire”.
autore / intelligo
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