Focus Pensioni, oltre quota 100 e 41: part time agevolato e quota 96

21 ottobre 2016 ore 15:36, Luca Lippi
Si fa un gran parlare di pensioni in questo periodo, ma sappiamo cos’è in reatà la pensione? 
La pensione è in concreto un salario differito, poichè il lavoratore durante la sua vita attiva rinuncia ad una quota della retribuzione per garantirsi una rendita per quando non sarà più in grado di lavorare.
Questa prestazione economica a domanda, viene erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (Ago) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della stessa, nonché alla Gestione separata che abbiano raggiunto l'età stabilita dalla legge e perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta.
I contributi versati nel corso della vita lavorativa determinano una rendita mensile il cui importo dipende dal numero e dall'entità dei contributi.
Diversa è invece la cosiddetta pensione anticipata, una forma di pensionamento anticipato per chi raggiunge un numero di anni di contribuzione più elevato.
Quando si può andare in pensione?
Nel tempo, i requisiti per potere accedere alla pensione sono modificati ripetute volte, sia in termini di età sia in termini di anni di versamenti contributivi obbligatori. 
A decorrere dal 1° gennaio 2012, tutti coloro che hanno cumulato un’anzianità contributiva minima di 20 anni al 31 dicembre 1995 potranno conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo; l'età anagrafica richiesta, invece, è stata fissata dalla Legge Fornero (D.L. 201/2011). 
La Legge Fornero ha inasprito il requisito di età che nei prossimi anni è destinato ad aumentare in automatico: infatti, secondo le regole attuali, i requisiti minimi anagrafici o contributivi per il pensionamento dovranno essere adeguati periodicamente alla speranza di vita. 
Il prossimo adeguamento riguarderà il 2019 poi il 2020 per poi passare alla cadenza biennale. La speranza di vita sarà periodicamente stabilita secondo precisi criteri statistici elaborati dall’Istat.
In caso vi fossero decrementi nella speranza di vita, lo scatto biennale potrebbe essere bloccato e, al contrario, se gli incrementi di vita risultano superiori alle previsioni, lo scatto potrebbe essere maggiore di quello previsto dalla Legge.
Ad esempio, i dati dell'ultima indagine Istat, hanno registrato a febbraio un abbassamento dell'aspettativa di vita per gli Italiani nel 2019, il dato potrebbe determinare un mancato aumento dei requisiti di età previsti dalla Legge Fornero per raggiungere la pensione, quindi ci si fermerà all’ultimo inceremento senza abbassare il requisito.
Per quanto riguarda la pensione anticipata 
Dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2018 il requisito contributivo per accedervi, indipendentemente dall'età anagrafica, è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. 
Si tratta di requisiti applicati sia ai lavoratori dipendenti, che agli autonomi nonché ai lavoratori del pubblico impiego.
La pensione di vecchiaia, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato ha compiuto l'età pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i previsti requisiti di anzianità assicurativa e contributiva, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tali requisiti. Infine, in caso di pensione anticipata, questa decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda

Focus Pensioni, oltre quota 100 e 41: part time agevolato e quota 96

La pensione di vecchiaia, così come quella anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato ha compiuto l'età pensionabile. 
Il conseguimento della prestazione pensionistica richiede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è, invece, richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.
Deroghe
Requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti dalla Legge Fornero, sono possibili grazie alla Legge Amato (D.lgs. 503/1992), ancora valida, che consente si raggiungere la pensione di vecchiaia a chi sia in possesso di 15 anni di contributi collocati prima del 31 dicembre 1992; oppure di 15 anni di contribuzione versati in qualsiasi periodo congiuntamente al possesso di 25 anni di anzianità contributiva; oppure, infine, se vi è stata autorizzazione ai contributi volontari richiesta precedentemente al 31 dicembre 1992.
Potranno scegliere l'opzione contributiva ai sensi della Legge Dini (n. 335/95), invece, i soggetti in possesso di almeno 15 anni di contributi, di cui almeno 5 successivamente al 1995, privi dei requisiti della Legge Amato e in possesso dell'età minima per la pensione di vecchiaia.
Per chi è iscritto alla Gestione Separata e non possiede contributi versati precedentemente al 1996, esiste la cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva che può essere ottenuta con un minimo di 5 anni di contributi da chi abbia almeno 70 anni e 7 mesi di età. Tuttavia, il trattamento viene calcolato totalmente ed esclusivamente con il sistema contributivo.
Anche i lavoratori, al raggiungimento di 60 anni e 7 mesi di età, e le lavoratrici, al raggiungimento di 55 anni e 7 mesi di età, con invalidità civile dall'80% potranno anticipare di 5 anni il momento della pensione. Sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego.
Le novità in arrivo
Il Governo Renzi come tutti sanno, è pronto a varare una serie di modifiche al regime pensionistico, con la prossima legge di bilancio, che riguardano in particolar modo la possibilità di accedere all'anticipo pensionistico, soprannominato Ape, anche in maniera del tutto priva di oneri.
L'Ape volontaria, infatti, consente l'anticipo fino a 3 anni e 7 mesi sui requisiti standard di vecchiaia con prestito bancario assicurato, rimborso in venti anni, con soglia di accesso minima.
La versione "Social", invece, è totalmente a costo zero (grazie a bonus fiscali e trasferimenti monetari) e potrà essere utilizzata da determinate categorie di lavoratori in condizioni svantaggiate, tra cui i disoccupati di lungo corso e i soggetti con disabili all'interno del nucleo familiare. 
Tuttavia, la platea dovrebbe estendersi anche a nuove categorie, ad esempio coloro che svolgono mansioni considerate rischiose, faticose e usuranti (ad esempio operai del settore edile, macchinisti e marittimi, autisti di mezzi pubblici, personale sanitario, maestre d'infanzia).
All'Ape si affiancherà (alternativamente o a parziale copertura finanziaria dell'anticipo) anche Rita, ovvero la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, che consentirà ai lavoratori senza contratto con 63 anni di età e almeno 20 di contributi di godere di una tassazione agevolata tra il 15% e il 9%.
Ultimi aggiornamenti
Per gli aggiornamenti ultimi in tempo reale facciamo riferimento a quanto pubblicato qui; l’ultimissima è solamente per quanto riguarda i quota 96 che dopo quota 41 al momento non sarebbero assolutamente presi in considerazione dalla Riforma. 
I quota 96 sono il personale docente della scuola che ha maturato, secondo la vecchia disciplina pensionistica, un diritto alla pensione tra il 1 Gennaio 2012 ed il 31 Dicembre 2012 e che è rimasto, per via dell’approvazione della riforma pensioni Fornero, nell'impossibilità di lasciare il posto di lavoro.
Se il Governo nella riforma delle pensioni inserita nella Legge di stabilità intende affrontare diverse questioni, sembra proprio che non voglia occuparsi dei Quota 96. 
Il sito pensionioggi.it riporta infatti quanto emerso dalla risposta che Luigi Bobba ha fornito a un’interrogazione parlamentare dell’onorevole Ciprini del Movimento 5 Stelle. 
Il sottosegretario al Welfare ha evidenziato che sulla questione il Governo ha già avviato “i dovuti approfondimenti soprattutto in ordine alla reperibilità della necessaria copertura finanziaria”. 
Tuttavia l’Inps non è in grado di fornire dati sufficientemente attendibili “in ordine al numero e all'effettiva platea dei lavoratori cosiddetta ‘quota 96’ aventi diritto alla pensione”. Ormai per molti lavoratori della scuola conviene attendere di soddisfare i requisiti della Legge Fornero piuttosto che aspettare un intervento del Governo.
Part Time agevolato
Fra le ultimissime, dobbiamo aggiungere l’Ape col part time agevolato, cioè, è
 possibile richiedere il part time agevolato per andare in pensione prima. 
Si tratta di una possibilità data ai lavoratori dipendenti che entro il 31 dicembre 2018 matureranno il diritto alla pensione di passare da un orario di lavoro pieno ad uno parziale in accordo con i propri datori di lavoro. In particolare, il part time agevolato permette al lavoratore cui manchino tre anni al massimo al raggiungimento della pensione finale e che abbia maturato almeno 20 anni di contributi di chiedere il passaggio da full time a part time del proprio orario di lavoro. Questa riduzione comporterà una riduzione dello stipendio, mentre i contributi previdenziali continueranno ad essere regolarmente pagati fino al naturale raggiungimento dei normali requisiti pensionistici.
La riduzione dello stipendio per chi decide di passare al part time agevolato è pari a circa il 20-25%, cioè si percepirà dal 75% all’80% dello stipendio precedente, sulla base di una riduzione dell’orario di lavoro che va dal 40% al 60%. 
In ogni caso, però, il valore della pensione finale sarà al 100% quello naturalmente previsto. 
Il passaggio da orario di lavoro full time a part time non comporterà, dunque, alcun cambiamento per quanto riguarda l’erogazione della pensione finale. 
Il part time agevolato si può richiedere se si soddisfano i seguenti requisiti: titolarità di un rapporto di lavoro subordinato del settore privato (imprenditori e non imprenditori, ad esempio professionisti) anche agricolo, con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato, compatibile con la trasformazione al part-time (quindi no lavoro domestico, lavoro intermittente, Co.Co.Co, associazione in partecipazione ecc.); iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme sostitutive o esclusive della stessa, tra cui i Fondi speciali previsti dalle norme in vigore (quali Fondo lavoratori dello Spettacolo, Fondo Postelegrafonici eccetera); maturazione entro il 31 dicembre 2018 dei requisiti pensionistici richiesti e almeno 20 anni di contributi.


autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]