Equitalia, 6 mesi per liquidare società e cartelle: tutti i dubbi

21 ottobre 2016 ore 15:35, Luca Lippi
È stato deciso definitivamente che Equitalia deve chiudere, e con essa dovranno entrare in sanatoria tutte le cartelle sospese emesse dalla società di riscossione.
Precisiamo perchè è opportuno, e comunque tale decisione non deve essere, però, intesa come un condono, lo sottolinea Zanetti e lo ribadisce Padoan
-Cosa succede a Equitalia?
Nella pratica, Equitalia sarà accorpata all’Agenzia delle Entrate e, riguardo le cartelle dei cittadini che vantano debiti verso il Fisco, ci sarà una sanatoria da oltre quattro miliardi. 
Il viceministro Zanetti ha aggiunto che le imposte saranno comunque pagate per intero, senza “sconto o forfetizzazione”, ma saranno azzerate sanzioni e interessi di mora.
L’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora non vuole essere un condono secondo Zanetti perché non è una ‘chiusura a stralcio’ della posizione debitoria, ma il pagamento per intero di quanto dovuto, più gli interessi legali per il ritardo, epurato di more e sanzioni aggiuntive che in questo modo possono tornare nella disponibilità del contribuente e magari entrare nel circolo dei consumi. 
-In che tempi si potrà consumare la rottamazione?
La tempistica per archiviare definitivamente Equitalia è stata stimata in sei mesi; i contribuenti coinvolti nel decreto saranno circa 3,1 milioni, le cartelle coinvolte saranno tutte quelle notificate entro il 31 dicembre del 2016. Il provvedimento interessa le cartelle che i contribuenti stanno già provvedendo a pagare attraverso rateizzazione, per un totale di circa 35 miliardi di euro, e quelle che l’agenzia di riscossione si sta apprestando ad emettere, quindi la cifra si attesta intorno ai 51 miliardi alla fine dello scorso anno, oltre a  quelle di quest’anno.
-Quali le modalità di pagamento?
Per ora, si sa che dovrebbero essere recapitate ai contribuenti italiani delle nuove cartelle comprendenti anche lo sgravio fiscale previsto dal decreto. Come sempre, sarà possibile pagare il dovuto in un’unica soluzione, oppure richiedere la rateizzazione, che sarà possibile effettuare in 36 rate, ossia tre anni. Non vi saranno sconti, tuttavia, sugli importi già versati.

Equitalia, 6 mesi per liquidare società e cartelle: tutti i dubbi

Ultime novità
Alla sanatoria possono aderire i detentori di accertamenti in corso per mancato pagamento dell’Iva e per le multe, restano ovviamente esclusi i contribuenti di quei comuni, soprattutto piccoli, che hanno già da tempo deciso di riscuotere da soli facendo a meno di Equitalia e delle sue cartelle.
L’ultima precisazione e chiarimento arriva direttamente dal Ministro Padoan che specifica e assicura che non sarà un condono fiscale o una specie di sanatoria, e che la rottamazione riguarderà anche l'iva, le multe e i tributi locali, lo sconto sarà in pratica sul ritardato pagamento delle cartelle esattoriali per le quali non si pagheranno gli interessi di mora e l'aggio di riscossione.
-I dubbi
Più di uno in verità; il primo è che essendo Equitalia una Spa non si capisce come sia possibile accorparla ad agenzia Entrate che è un'istituzione statale. 
Quasi 8000 dipendenti di Equitalia, dipendenti privati con contratto ‘bancario’ dovrebbero entrare senza concorso (o con concorso) in Agenzia Entrate? Quindi il programma di assumere nella Pa diecimila nuovi candidati balzerebbe di colpo a 18mila!
Il secondo dubbio è relativo alla sanatoria delle multe; le cartelle relative alle multe non potrebbero essere rottamate con la stessa facilità delle altre cartelle esattoriali perchè i proventi che ne derivano non rientrano direttamente nell’erario statale, ma sono destinate generalmente ai Comuni. C’è quindi il rischio di creare scompensi nei bilanci.  
Il terzo dubbio riguarda la sanatoria delle cartelle riguardanti l’Iva; L’Iva è imposta comunitaria, costituisce la componente più rilevante del Bilancio UE, che è difatti generato da “risorse proprie” dell’Unione, non da trasferimenti da parte degli Stati. Di conseguenza se si rottamassero le cartelle si potrebbe andare incontro ad opposizioni di merito da parte dell’Unione.
Conclusioni?
Dobbiamo attendere il 5 dicembre perché è assai probabile che molte di queste novità subiranno una forte trasformazione, troppi nodi da sciogliere e troppe incongruenze, attendiamo la tregua elettorale concessa dall’Ue a renzi e aspettiamo la resa dei conti.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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