Bce, per Draghi nessuna nuova fino a dicembre: "Tassi invariati e niente tapering"

21 ottobre 2016 ore 13:38, Americo Mascarucci
La Banca Centrale europea attenderà i risultati delle elezioni presidenziali Usa e quelli del referendum italiano per prendere le decisioni?
Sembrerebbe di sì almeno a giudicare dalle parole del Governatore Mario Draghi.
"A dicembre sarà possibile delineare meglio le scelte dei prossimi mesi" ha detto. 
La Banca centrale europea intanto sembra lasciare invariati i tassi di interesse rinviando al prossimo consiglio direttivo qualunque decisione sull'eventuale allungamento del piano di allentamento monetario in scadenza a marzo dell’anno prossimo. 
"Non abbiamo discusso né di prolungamento, né di riduzione nel ritmo degli acquisti - ha detto il governatore Bce - Chi ha scritto di una riduzione (il cosiddetto tapering) ha seguito le parole di qualcuno che non era informato sull'esatto stato della situazione e che non aveva idea: è improbabile che la Bce sospenda da un giorno all'altro il programma. Una parte rilevante della discussione di oggi ha riguardato la possibilità che manchino titoli da acquistare per alcuni Paesi: si sono valutate varie possibilità".
Le strategie, quelle importanti si prenderanno l'8 dicembre, data del prossimo direttivo.

Intanto le aspettative sull'inflazione nell'Eurozona per il 2016 e il 2018 sono state riviste marginalmente al ribasso, mentre sono state confermate quelle per il 2017.
E' quanto emerge dalla Survey of Professional Forecasters (Spf) della Banca centrale europea (Bce) per il quarto trimestre del 2016. Nel dettaglio, le stime sul livello dei prezzi per il 2016, 2017 e 2018 si attestano rispettivamente allo 0,2%, all'1,2% e all'1,4%. 
Queste stime implicano una revisione al ribasso dello 0,1% per quest'anno e per il 2018.
Bce, per Draghi nessuna nuova fino a dicembre: 'Tassi invariati e niente tapering'
Comunque, le aspettative di lungo termine sull'inflazione, cioè fino al 2021, sono invariate all'1,8%. La ripresa dell'inflazione headline attesa tra il 2016 e il 2017 riflette in larga misura le aspettative sui prezzi del petrolio, mentre l'inflazione sottostante dovrebbe riprendersi in modo pi§ graduale.
In base all'indagine, le aspettative sulla crescita dell'attività economica nell'area euro sono state riviste al rialzo per quest'anno, ma al ribasso per il 2018 e nel lungo periodo. Le aspettative sulla crescita del pil reale sono all'1,6% per il 2016, all'1,4% per il 2017 e all'1,5% per il 2018. 

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