L'unica verità è che maestra morta è stata portata nel bosco: interrogato cognato

21 ottobre 2016 ore 15:16, Lucia Bigozzi
Hanno coordinate precise gli spostamenti dell’unico indiziato nel delitto di Nadia Arcudi, la mestra 35enne residente a Stabio, trovata morta domenica scorsa nei boschi di Rodero, con un dito spezzato. E’ il cognato, 42 anni residente a Coldrerio, la persona fermata ieri dagli investigatori e arrestato con un’accusa pesante: quella di avere ucciso la giovane donna ma anche di aver trasportato e abbandonato il suo corpo nei boschi di Rodero.  Lui, invece, sostiene di averla trovata in casa già cadavere. Le indagini ora si concentrano su alibi e movente dell’uomo e per questo sono stati ricostruiti i suoi spostamenti e impegni la stessa sera della morte di Nadia Arcudi. 

L’uomo ha cenato con la famiglia, poi secondo la ricostruzione degli inquirenti a bordo della sua auto avrebbe raggiunto la casa della giovane insegnante a Stabio. Si parla di un’aggressione ma tutto ancora, compresa la dinamica dell’omicidio, è avvolto nel mistero. Tra gli aspetti da chiarire c’è anche quello relativo all’ora in cui il corpo ormai senza vita della donna sarebbe stato abbandonato nella zona boschiva. Gli spostamenti del 42enne a bordo della sua auto sarebbero stati ‘registrati’ da telecamere di sicurezza ma le immagini non mostrerebbero chi in quel momento era a bordo della vettura. Agli inquirenti l’uomo ha solo fornito pochissimi dettagli su come avrebbe fatto a far sparire il corpo della donna dopo averla trovata senza vita nella sua abitazione, come lui stesso ha riferito. Pare che il 42enne abbia sistemato quel corpo nel baule della sua auto, avvolto in un tappeto con la testa chiusa in un sacchetto di plastica. Ma la versione dell’uomo si fermerebbe qui: tutto il resto è da accertare e verificare. Versione che gli uomini delle forze dell’ordine svizzere considerano alquanto lacunosa con aspetti e passaggi che non convincono, specialmente sulle modalità attraverso le quali l’uomo avrebbe agito. Tra gli accertamenti già avviati, figurano anche gli esami medico legali, soprattutto quelli istologici, in grado di stabilire il luogo dove Nadia è morta. Gli inquirenti sono convinti che la morte risalga a venerdì sera anche se l’omicidio sarebbe collocato tra le 17 e le 18 del pomeriggio. Intanto gli inquirenti italiani attendono dalla Svizzera la risposta della rogatoria presentata ieri dal pm Massimo Astori e finalizzata a chiedere atti di indagini ritenuti necessari a integrare la parte investigativa che viene svolta contemporaneamente in Italia. Insomma, informazioni e dettagli da incrociare per capire fino in fondo chi ha ucciso la donna e perché. 

L'unica verità è che maestra morta è stata portata nel bosco: interrogato cognato
 

autore / Lucia Bigozzi
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