Professionisti senza più 'studi di settore', cosa cambia con gli 'Ine'

21 ottobre 2016 ore 15:52, Luca Lippi
Finalmente molte Partite Iva saranno liberate dagli studi di settore? Probabilmente ci sarà un allentamento della morsa  e una razionalizzazione della valutazione reddituale di ogni singolo contribuente, liberi professionisti inclusi, tuttavia la sostanza non cambia.
Ci sarà una sospensione degli effetti relativi alle comunicazioni provenienti dal Fisco, oltre alla cancellazione delle partite Iva inutilizzate da almeno 3 anni.
Il nuovo sistema necessiterà di meno dati e meno informazioni da inserire, anche in conseguenza della periodica comunicazione delle fatture che entrerà in vigore dal 2017, per effetto della quale il Fisco avrà già a disposizione gran parte delle informazioni utili al calcolo del reddito.
A tutto questo si aggiunge che da almeno 7 anni il Fisco sta raccogliendo dati su ciascun contribuente che involontariamente concede informazioni dettagliate su quanto movimenta e per cosa attraverso l’utilizzo di una tecnologia che se da una parte velocizza le operazione all’altra incamera dati dettagliatissimi su chi fa uso di questi strumenti.
Per essere più chiari
La ‘rottamazione’ degli studi di settore si consumerà adottando in un primo momento, entro il 2017, un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad “alta affidabilità fiscale”; successivamente, avverrà il superamento progressivo degli studi e del software Gerico, con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Gli studi di settore, in sostanza, non saranno più utilizzati per costringere una categoria piuttosto che un’altra alla congruità sulla quale calcolare il pagamento delle tasse, in pratica, che si fatturi o no, il minimo da pagare è deciso dallo studio compilato per il settore merceologico e professionale di appartenenza.
Ora, quegli stessi studi di settore saranno utilizzati per selezionare i contribuenti più affidabili e per separarli da quelli a rischio evasione, grazie agli “indicatori di compliance”, volti a “misurare la fedeltà fiscale”. 
In scala da 1 a 10, chi raggiungerà il grado di affidabilità più elevato avrà accesso a un particolare sistema premiale, che darà diritto a diverse agevolazioni, come la riduzione dei termini di accertamento e l’esclusione da alcune tipologie di accertamento.
Subito dopo, saranno messe in campo tutte le modifiche fino alla definitiva scomparsa degli studi di settore, attraverso le quali si completerà una una strategia di controllo efficace ma non invasiva, soprattutto e possibilmente non iniqua.
Gli indicatori di normalità economica (Ine)
Servono a individuare i ricavi e i corrispettivi del contribuente sulla base delle caratteristiche e delle condizioni di esercizio della specifica attività.
In pratica, sarà l’indicatore per ottenere il “vero reddito” del contribuente, utilizzando elementi extracontabili, come la durata delle scorte o il valore aggiunto di ogni singolo addetto (dipendente o semplice collaboratore).
Se il contribuente non risulterà coerente con gli indicatori di normalità, il software Gerico determina maggiori ricavi o compensi, che vengono sommati sia al valore puntuale sia al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di settore.
Con la riforma degli studi di settore, gli indicatori di normalità economica diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità: non serviranno per stimare i soli ricavi, ma anche per determinare il valore aggiunto e il reddito di impresa ed arrivare all’indice sintetico di affidabilità, o indicatore di compliance.
Indicatori di compliance  
Gli indicatori di compliance avranno caratteristiche differenti e specifiche, secondo l’attività svolta dal contribuente in modo prevalente.
Potranno essere stimate anche basi imponibili diverse: a seguito di queste valutazioni, potrà essere ricavato  il valore aggiunto e, sulla base di questo, saranno ottenuti i ricavi (o i compensi) e il reddito.
La storia contributiva
La valutazione dei dati forniti dal contribuente non si baserà soltanto sull’anno corrente e su quelli immediatamente precedenti, ma addirittura sugli 8 anni precedenti: in questo modo, le stime fornite dagli studi saranno più efficienti e più precise.
Raggruppamenti
I modelli di organizzazione su cui si basano gli studi di settore saranno ridotti e semplificati, in modo da poter assegnare il contribuente al gruppo di appartenenza con più sicurezza. Sarà poi semplificata, a tal fine, l’analisi dei dati rilevanti.

Professionisti senza più 'studi di settore', cosa cambia con gli 'Ine'

Stima valore aggiunto
Il valore aggiunto per addetto è, attualmente, uno dei maggiori “crucci” per chi compila gli studi di settore: per spiegare la questione in parole semplici, il software Gerico presuppone che ad ogni dipendente assunto, o ad ogni collaboratore, corrisponda un determinato guadagno. I nuovi modelli allo studio offriranno, rispetto al calcolo del valore aggiunto per addetto attualmente utilizzato, una maggiore elasticità e una migliore aderenza dei risultati alla realtà economica.
Addio ai correttivi e minore monitoraggio
Dato che il nuovo modello di stima che caratterizzerà gli indicatori di affidabilità sarà autonomamente in grado di valutare l’andamento ciclico, non sarà più necessario predisporre i correttivi per la crisi, cioè quei correttivi che riadattano gli studi alla congiuntura economica negativa.
I nuovi modelli, grazie ai nuovi indicatori di compliance, saranno più semplici e richiederanno l’inserimento di un numero di dati notevolmente minore.
Tuttavia, bisogna osservare che queste semplificazioni non costituiscono affatto dei “regali” ai contribuenti: la riduzione delle informazioni da inserire è determinata anche dal fatto che, a partire dal 2017, grazie alle comunicazioni periodiche delle fatture emesse e ricevute, l’Amministrazione finanziaria sarà già in possesso della maggior parte dei dati rilevanti per determinare il reddito del contribuente.
In conclusione e in sintesi, non si chiameranno più ‘studi di settore’ ma ‘indicatori di compliance’
Il professionista che prima doveva dimostrare la sua eventuale non congruità con gli studi di settore ora sarà controllato direttamente da Gerico che attraverso lo 'spesometro' e gli 'indicatori di compliance' sono in grado di dimostrare che il reddito è superiore o inferiore a quello realmente dichiarato, all’osservato l’onere di dimostrare il contrario. 
Cambiamenti per il professionista? Nessuno!
Tolgono gli studi di settore perché obsoleti e imprecisi, il Fisco ha abbastanza ‘storia’ per ciascun individuo da sapere con anticipo, meglio del monitorato, cosa guadagna e se no, il perché. Tutto grazie all'uso di cellulari, social, home banck, e altre diavolerie di cui non sappiamo più fare a meno.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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