Bob Dylan ha ammesso di aver vinto il Nobel. Anzi no

21 ottobre 2016 ore 17:15, Micaela Del Monte
Il cantautore americano infatti, dopo aver pubblicato sul proprio sito ufficiale l'annuncio di un libro contentente i testi delle sue canzoni dal 1961 al 2012 intitolato proprio "The Lyrics 1961-2012" con tanto di citazione del Nobel per la letteratura, si è rimangiato tutto cancellando la frase. Già lo scorso venerdì un po' di preoccupazione era iniziata a trapelare, quando l'Accademia aveva comunicato di non essere riuscita a mettersi in contatto con lui, con un amico del cantante, Bob Neuwirth, che sul Washington Post sosteneva che avrebbe potuto anche "non ringraziare mai".

"Ho chiamato e mandato delle email al suo più stretto collaboratore - aveva poi detto Sara Danius, segretario permanente dell'Accademia, in un'intervista alla radio di Stato svedese Sr -, ricevendo delle risposte molto cordiali: per ora, ciò è di certo sufficiente". Un modo per ammettere una mezza sconfitta, dopo la quale non si è saputo più nulla di nuovo. Se non che una breve frase sul sito del cantante riconosceva il premio vinto. Per poche ore, per poi sparire. Tuttavia "non c'è alcun timore" che il 10 novembre Dylan non si presenti a Stoccolma a ritirare medaglia, pergamena e l'assegno di otto milioni di corone (l'equivalente di 900mila dollari) e per fare una conferenza. "Penso che verrà. Se non vuole venire nessuno può costringerlo, ma ci sarà ugualmente una bella festa e il premio gli appartiene comunque", ha sottolineato la Danius.

I dubbi continuano però a circolare: secondo lo statuto dei Nobel, se anche è possibile rifiutare assegno e medaglia, non è possibile rinunciare il titolo. Successe già con Jean Paul Sartre, l'unico vincitore per la Letteratura a declinare il premio e uno dei due, con il leader nordvietnamita Le Duc Tho, a rifiutare senza esservi stato costretto. Così accadde invece a tre premiati tedeschi sotto il regime di Adolf Hitler - Richard Kuhn, Adolf Butenandt e Gerhard Domagk - e a Boris Pasternak in Unione Sovietica. Altri tre Nobel, tutti per la Pace, non si presentarono perché agli arresti: il pacifista tedesco Carl von Ossietzky, l'attivista per i diritti umani cinese Liu Xiaobo e la leader birmana Aung San Suu Kyi.

Nel 1964 Sartre aveva scritto al Comitato che non voleva essere considerato ma la lettera, in epoca pre-email, era arrivata a passo di lumaca e troppo tardi, quando la giuria lo aveva già dichiarato vincitore. "Il fatto che abbia rifiutato non cambia la validità del premio", fu detto all'epoca. In altre parole, secondo lo statuto dei Nobel, se anche è possibile rifiutare assegno e medaglia, non è possibile strapparsi di dosso il titolo. Titolo che Dylan, con l'ammissione sul web, avrebbe riconosciuto. Almeno per qualche ora.
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