Toninelli attacca Renzi: “Il Pd dice no a riduzione degli stipendi? Prova che referendum è truffa politica"

21 ottobre 2016 ore 16:29, Lucia Bigozzi
“Il Pd dice no alla riduzione degli stipendi dei parlamentari: è la prova provata che la riforma costituzionale è una truffa politica nei confronti degli italiani”. Durissimo il commento di Danilo Toninelli, parlamentare 5S ed esperto di riforme, sulle strategie dem-renziane. Nell’intervista con Intelligonews dà una lettura anche sul ‘caso’ Torino che sta infiammando il dibattito politico e quello sul web. 

Grillo lancia accuse sui conti del Comune di Torino e punta l’indice sul Pd. Che idea si è fatto? 

"Penso che mi metterò le mani nei capelli non appena la società esterna di revisione, incaricata con bando pubblico di fare le pulci ai conti della città di Torino, tirerà fuori le carte…. Per ora attendiamo la conclusione delle verifiche contabili". 

Da Torino anche se la vicenda è ancora tutta da verificare, a Roma con l’inchiesta Mafia Capitale: alla fine la gente ha la percezione che incapacità amministrativa e meccanismi corruttivi pervadano anche i livelli locali dell’amministrazione pubblica. Cosa risponde?

"La verità è che i partiti si sono spartiti il potere per decenni utilizzando soprattutto le cariche esecutive più che quelle parlamentari, ovvero enti locali, governo, consigli regionali, per piazzare persone a loro vicine - vedi ad esempio le partecipate - oppure usando risorse pubbliche per una perenne campagna elettorale. E in quest’ottica, il dato è che hanno sempre insabbiato tutto. Noi cosa stiamo facendo? Stiamo accendendo la luce sulle carte nascoste dei partiti che hanno gestito per molti anni i Comuni e quando queste carte emergeranno, penso che qualcuno avrà un po’ di paura". 

In Parlamento salta la discussione sulla norma taglia-stipendi dei parlamentari: perché e chi ha detto no? Qual è la sua valutazione?

"Do una valutazione più ampia: è la prova provata che la riforma costituzionale sia una truffa politica a tutti gli effetti. Il fatto che loro dicano no al taglio degli stipendi dei parlamentari senza neanche magari votare non dico il dimezzamento, cioè un taglio del 50 per cento, come proponevamo noi ma almeno una decurtazione del 30 per cento, dimostra che non considerano la questione interessante; almeno si sarebbero potuti prendere un merito… Quindi, se loro attraverso una legge ordinaria che si vota in cinque minuti e senza toccare la Costituzione. non sono disponibili a tagliare gli stipendi, vuol dire che il risparmio dei costi della politica sbandierato nella riforma costituzionale è falso e serve solo a portare la gente a votare 'sì' un testo che di certo non andrà a vantaggio degli italiani". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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